Riapertura scuole dopo Pasqua, Bonetti: “Credo anche per le zone rosse”

Riapertura scuole dopo Pasqua, Bonetti: “Credo anche per le zone rosse”

Nessuno ipotizza la non ripresa delle lezioni in aula, in caso di non totale adesione del personale scolastico alla vaccinazione


ITALIA  – Il governo Draghi ha come obbiettivo di riaprire le scuole subito dopo Pasqua. Dopo la sospensione di due giorni delle somministrazioni che hanno provocato disorientamento e timori tra chi era già prenotato. Soprattutto nel personale scolastico, cui è destinato, come nelle forze dell’ordine, il vaccino AstraZeneca.

C’è timore che la vaccinazione non capillare del personale scolastico possa riflettersi sulla ripresa delle lezioni in presenza, bloccandola o rallentandola. Un’ipotesi esclusa sia al ministero dell’Istruzione sia da altri esponenti del governo.  Come il ministro per le Pari opportunità, Elena Bonetti, che ha affermato convinta: “Già dopo Pasqua credo che anche per le zone rosse, complice l’aumento delle vaccinazioni, dobbiamo rivalutare la possibilità di riaprire la scuola dell’infanzia e la primaria”.

Durante la ripresa della campagna di vaccinazione qualche assenza fissata c’è stata. Infatti chi non si presenta al primo appuntamento viene riconvocato. Dopo due assenza, non c’è possibilità di un terzo appuntamento, come non è consentita la scelta sul tipo di vaccino da ricevere. Solo a chi vengono riconosciute particolari patologie vengono somministrate le dosi Pfizer.

Nessuno ipotizza la non ripresa delle lezioni in aula, in caso di non totale adesione del personale scolastico alla vaccinazione. E all’Unità di crisi della Campania spiegano: “L’adesione è volontaria, nessuno può obbligare la vaccinazione. Né esistono leggi che legano all’inoculazione la presenza al lavoro nelle scuole. Qualsiasi decisione spetta al governo. I dati campani sono incoraggianti”. Ci sono ancora due settimane fino alla scadenza dell’attuale decreto del governo. E la campagna di vaccinazione prosegue. Qualsiasi bilancio può essere fatto solo dopo la conclusione delle somministrazioni programmate. Vale a dire, dopo l’inoculazione della seconda dose e, in caso di mancata presenza alla prima convocazione, dopo una eventuale seconda assenza. Nessuno nel governo, azzarda per ora qualsiasi legame delle percentuali di vaccinazioni del personale scolastico con la ripresa delle lezioni. Eventuali provvedimenti disciplinari per la mancata adesione, per ora, vengono ipotizzati solo per il personale sanitario. Nessuno pensa a una stessa ipotesi anche per il personale scolastico che non si vaccina. Almeno per ora.