Uccise la moglie e, dopo soli 2 anni di carcere, è ai domiciliari: “In-giustizia per Fortuna”

Uccise la moglie e, dopo soli 2 anni di carcere, è ai domiciliari: “In-giustizia per Fortuna”

Vincenzo Lopresto assassinò la moglie, a Napoli, a colpi di stampella. Oggi, e nei prossimi giorni, protesta davanti al Tribunale di Napoli per la decisione del giudice, che lo ha ritenuto ” non socialmente pericoloso”


NAPOLI – Vincenzo Lopresto, 43 anni, uccise la moglie Fortuna Bellisario due anni fa a Napoli. La donna, madre di 3 figli ed ennesima vittima di una violenza ingiustificata ed ingiustificabile, fu assassinata brutalmente a colpi di stampella. Accadde il 7 marzo 2019, proprio alla vigilia della Festa della Donna. Dopo 2 anni di carcere il giudice ne ha disposto gli arresti domiciliari perchè “il soggetto non è socialmente pericoloso”. L’uomo è così tornato in casa della madre.

Le “Forti Guerriere” del rione Sanità di Napoli, a partire da stamattina, dalle 8,30 alle 12, hanno esposto davanti al Nuovo Palazzo di Giustiza uno striscione per ricordare la storia di Fortuna Bellisario, la 36enne vittima di femminicidio, morta nel 2019 per le conseguenze delle ennesime percosse subite dal marito.

Nei giorni scorsi il rione Sanità, dove avvenne la tragedia, è stato scosso dalla notizia della scarcerazione di Vincenzo Lopresto, marito di Fortuna, dopo due anni di carcere, a cui il giudice ha concesso la detenzione domiciliare ritenendolo “non socialmente pericoloso”.

Vincenzo Lopresto, al termine di un processo celebrato con il rito abbreviato (grazie al quale si può ottenere lo sconto di un terzo della pena) è stato condannato a 10 anni di reclusione per l’omicidio della moglie. Ed è per protestare contro questa decisione che stamattina, anche nei prossimi giorni, due rappresentanti dell’associazione no profit “Le Forti Guerriere” (nata dopo la morte di Fortuna dal desiderio di alcune donne del quartiere di unirsi e fare squadra), esporranno uno striscione davanti all’ingresso del Tribunale, per ricordare a tutti la sua tragica storia e la decisione del Tribunale. Nel pieno rispetto delle norme anticovd spiegheranno a chiunque voglia spiegazioni, il motivo della loro iniziativa.