Caso Grillo, parlano i genitori della ragazza: “Il video gira tra gli amici come se il corpo fosse un trofeo”

Caso Grillo, parlano i genitori della ragazza: “Il video gira tra gli amici come se il corpo fosse un trofeo”

“Non è facile rimanere in silenzio davanti alle falsità che si continuano a scrivere e a dire sul conto di nostra figlia”, hanno detto


ITALIA – I genitori della studentessa presunta vittima di stupro, da parte di un gruppo di ragazzi di cui faceva parte anche Ciro Grillo, hanno rotto il silenzio, nelle loro parole c’è rabbia e indignazione non solo verso quanto accadde quel giorno ma anche per la strumentalizzazione dell’accaduto, prima e dopo la denuncia, ai danni della figlia.

Che ci siano video di quella fatidica sera ormai non è più un mistero, lo ha ribadito Beppe Grillo e lo confermano ancora i genitori della vittima, il problema è però l’uso che ne hanno fatto i presunti colpevoli. Condivise tra amici, portate alla conoscenza di molti per dimostrare la presunta innocenza e giustificarsi, le immagini non hanno fatto altro che esporre il corpo della giovane come se “fosse un trofeo”.

“Abbiamo appreso che frammenti di video intimi vengono condivisi tra amici, come se il corpo di nostra figlia fosse un trofeo: qualcosa che ci riporta a un passato barbaro che speravamo sepolto. Confidiamo nel fatto che tutto questo fango sarà spazzato via facendo emergere la verità. Abbiamo dato mandato al nostro legale di agire in sede giudiziaria contro tutti coloro che a qualsiasi titolo partecipano a questo deplorevole tiro al bersaglio”.

Così – attraverso il loro legale Giulia Bongiorno – i genitori della studentessa presunta vittima di stupro che, secondo le accuse, sarebbe stato compiuto da Ciro Grillo e altri amici, hanno commentato quanto è accaduto alla figlia.

“Non è facile rimanere in silenzio davanti alle falsità che si continuano a scrivere e a dire sul conto di nostra figlia, aggiungendo dolore al dolore: il nostro e il suo – aggiungono i genitori della ragazza – D’altro canto, sarebbe fin troppo facile smentirle sulla base di numerosi atti processuali che sconfessano certe arbitrarie ricostruzioni e che, per ovvie ragioni, non possono essere resi pubblici”.