Coprifuoco alle 22, ma non durerà fino al 31 luglio: ecco perché

Coprifuoco alle 22, ma non durerà fino al 31 luglio: ecco perché

L’ipotesi del governo è quella di valutare un eventuale spostamento del coprifuoco dopo il monitoraggio di venerdì 14 maggio


ITALIA – Gli ultimi decreti hanno posto l’Italia sulla strada della riapertura, è stato infatti ufficializzato il ritorno della zona gialla e la ripartenza di molte attività ma, almeno per ora, il coprifuoco resterà alle 22. La decisione di impedire le uscite notturne ha scatenato moltissime polemiche ma ciò che è passato inosservato è il concetto che, sebbene il coprifuoco resti, non è detto che l’orario non possa cambiare nei prossimi mesi.

Il decreto riaperture sarà in vigore fino al 31 luglio, ma non tutte le norme presenti al suo interno lo saranno. Sebbene non siano previsti nuovi decreti fino a quel giorno, non c’è scritto da nessuna parte fino a quando resterà in vigore il divieto di uscire la sera, la fine di luglio è solo il termine limite della proroga dello “stato d’emergenza” e dei nuovi decreti per la ripresa delle attività.

Il coprifuoco potrebbe essere spostato in avanti di una o più ore, ma non è esclusa neppure l’ipotesi che possa essere abolito del tutto. Il governo ha dichiarato di non voler prendere decisioni affrettate e che sarà solo l’andamento dei contagi a determinare le scelte future.

Insomma, perché il coprifuoco non durerà fino al 31 luglio? Perché nel Decreto Covid, approvato dal Consiglio dei Ministri, non se ne parla. Nessun riferimento ad orari specifici, nessuna menzione al divieto di uscire dalle 22.00 alle 5.00. Tutto ciò che subirà delle limitazioni lo farà secondo i “limiti orari” (così cita il documento) previsti dalla legge, e che saranno stabiliti di volta in volta. Il coprifuoco ci sarà, ma il limite non è ancora stato deciso.

Quando si deciderà? L’ipotesi del governo è quella di valutare un eventuale spostamento del coprifuoco dopo il monitoraggio di venerdì 14 maggio. Lo stesso governo ha reso noto che è possibile intervenire sulle regole e che il decreto è modificabile con tagliandi periodici. Non resta quindi che attendere i monitoraggi futuri e valutare di volta in volta la situazione epidemiologica nella speranza che i dati possano permettere di ripartire al meglio e in totale sicurezza, senza arrivare a conclusioni affrettate.