Covid India, superate le 200 mila vittime: sta finendo la legna per bruciare i corpi

Covid India, superate le 200 mila vittime: sta finendo la legna per bruciare i corpi

La variante indiana del virus del Covid-19 è stata sequenziata in almeno 17 Paesi in tutto il mondo, fra cui l’Italia, secondo quanto rivelato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nel suo bollettino settimanale sulla pandemia


INDIA – Le vittime per il Covid in India hanno superato le 200 mila con il nuovo picco di oltre 3.000 morti solo nelle ultime 24 ore. Stando ai dati ufficiali del ministero sella Salute i decessi nel Paese a causa della pandemia sono 201.187, ma secondo molti esperti i numeri sarebbero molto più alti.

I positivi nel paese sono 18 milioni, 360 mila nelle ultime 24 ore. Solo nel paese di aprile il numero di nuovi casi ha raggiunto i 6 milioni. Da una settimana il bollettino in India è spaventoso, quasi 3 mila morti e 350 contagi ogni giorno. E fa ancor più paura perché si tratta di una cifra con ogni probabilità decisamente sottostimata. ” È un completo massacro di dati”, ha detto al New York Times Bhramar Mukherjee, epidemiologa dell’Università del Michigan, che sta studiando le preoccupanti curve del subcontinente: “In base a tutti i modelli che abbiamo realizzato, crediamo che il vero numero di morti sia fra le due e le cinque volte superiore a quello ufficiale”.

Era successo in occasione della prima ondata di Covid, quando al conteggio ufficiale erano sfuggite numerose persone morte lontane dagli ospedali, specie nelle aree rurali. E si sta ripetendo ora, di fronte a uno tsunami di contagi ancor più violento, che ha colpito il subcontinente quando il governo sperava di averlo evitato e non aveva limitato particolarmente i festeggiamenti dei matrimoni, adunate politiche e religiose. La variante indiana del virus del Covid-19 è stata sequenziata in almeno 17 Paesi in tutto il mondo, fra cui l’Italia, secondo quanto rivelato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nel suo bollettino settimanale sulla pandemia. La mutazione del virus che sta flagellando con un impeto finora sconosciuto l’India, detta anche variante B.1.617, è stata rilevata in oltre 1.200 sequenziamenti caricati sulla banca dati internazionale Gisaid, ricorda l’Oms. I Paesi dove è stata rilevata con più frequenza, India, Stati Uniti, Regno Unito e Singapore. ma anche in Belgio, Svizzera, Grecia e Italia. La variante B.1.617, che ha una serie di “sub-varianti” è stata classificata finora come mutazione “di interesse” ma non ancora “preoccupante”, che l’etichetterebbero come più pericolosa del virus originale in quanto più contagiosa, più letale o resistente ai vaccini.

I cadaveri vengono bruciati in strada su pire improvvisate per le quali sta cominciando a scarseggiare la legna, la comunità internazionale ha cominciato a far affluire i primi aiuti per cercare di rallentare la diffusione del coronavirus.

SOS OSSIGENO

La Jsw Steel Ltd, una delle grandi aziende siderurgiche indiane, sta tagliando la produzione di acciaio per aumentare le forniture di ossigeno liquido, utilizzato negli altiforni, da mettere a disposizione delle autorita’ sanitarie. L’obiettivo e’ arrivare a piu’ di 900 tonnellate al giorno entro la fine di aprile e a piu’ di 20mila tonnellate per l’intero mese. Anche Tata Steel Ltd. e Jindal Steel & Power Ltd., hanno fornito ossigeno per scopi medici nelle ultime settimane. In questa situazione, sta scatenando un’ondata di polemiche la decisione di non interrompere l’Indian Premier League (Ipl), il torneo di cricket più ricco del mondo e la sesta competizione sportiva per valore economico dietro al football americano e al calcio europeo. Nel 2019 era stato traslocato negli Emirati arabi per l’emergenza Covid ma quest’anno gli organizzatori lo hanno confermato in sei localita’ indiane, sia pure a porte chiuse, con bolle bio-sicure e regole rigorose sulla quarantena. In questa 14ma edizione sono gia’ state disputate una ventina di partite e si va avanti, con la finale prevista per il 30 maggio a Ahmedabad, anche se qualche giocatore ha gia’ scelto autonomamente di lasciare il torneo, come gli australiani Adam Zampa, Kane Richardson e Andrew Tye o la stella indiana dei Delhi Capitals, Ravi Ashwin.