Focus Juventus – Napoli. “Dybaldo” l’arma letale juventina. Il Napoli si sveglia troppo tardi

Focus Juventus – Napoli. “Dybaldo” l’arma letale juventina. Il Napoli si sveglia troppo tardi

Finisce 2-1 per la Juventus l’atteso recupero di campionato tra i bianconeri ed il Napoli. Ronaldo e Dybala puniscono i partenopei che solo nel finale accorciano le distanze con Insigne.


L'esultanza della Juventus

TORINO – Dopo circa sei mesi di attesa, finalmente va in scena l’atteso Juventus – Napoli, recupero della terza giornata di Serie A. Finisce 2-1 per i bianconeri che ritrovano il fattore “Dybaldo”, decisivo ai fine del risultato finale. Basta meno di un quarto d’ora a Cristiano Ronaldo per freddare Meret (13′), lasciato libero di colpire, nel cuore dell’area azzurra; raddoppia Dybala (70′) entrato da pochi minuti. Troppo tardi il penalty di Insigne (90′) per alimentare sogni e speranze di pareggio. Il Napoli resta quinto in classifica, mentre la Juventus, con questa vittoria si porta a 59 punti.

COSA E’ PIACIUTO

Almeno, questa sconfitta è stata, per così dire, indolore. Nel senso che la Juventus scappa via, ma non così lontano come si poteva pensare solo qualche settimana fa. La distanza tra bianconeri e azzurri è di soli tre punti, e lo scontro diretto, a parità di punti a fine stagione, sarebbe appannaggio di questi ultimi. Certo, è una magra consolazione, al termine di una partita dove il Napoli poteva e doveva fare di più, contro una Juventus boccheggiante. La zona-Champions resta alla portata, soprattutto se il Napoli riduce al minimo determinati errori, che anche oggi hanno inficiato pesantemente sul risultato finale.

Nessuno ha particolarmente brillato in questa partita, ma sicuramente Osimhen ha avuto un discreto impatto nel match con il suo ingresso in campo. Vero, è sgraziato nei movimenti; brutto a vedersi esteticamente ma, almeno oggi, riesce a tradurre la sua presenza come un monito di pericolo per la difesa bianconera. Si sbatte su tutti palloni, li rincorre e fa a sportellate soprattutto con Chiellini, dalle quali ricava almeno un calcio di rigore. Insomma, in area di rigore lascia ancora tanto a desiderare ma stavolta sopperisce con una buona dose generosità non fine a se stessa.

Da salvare sicuramente l’approccio con cui la squadra affronta la ripresa dopo un pessimo primo tempo. C’è maggiore grinta, maggior dominio di campo, un baricentro più alto e l’attacco si muove in maniera più veloce ed incisiva, costruendo anche due-tre palle gol, che Buffon sventa. Il Napoli avrebbe meritato il gol in questo frangente di gara, invece ha dovuto incassare il raddoppio di Dybala dopo il quale, va sottolineato come il Napoli non sia andato a fondo, ma ha continuato a cercare almeno il gol che avrebbe riaperto i giochi, arrivato troppo tardi.

COSA NON E’ PIACIUTO

Gli errori macroscopici sui due gol fanno ancora più rabbia in quanto praticamente identici. Statici e appiattiti sul cross di Chiesa che Ronaldo traduce nel vantaggio; altrettanto fermi sulle gambe quando Dybala si gira ed infila Meret. Mancanza di reattività in primis, errori nel posizionamento in secundis, cause concatenate che è impossibile non rimarcare, per una squadra il cui reparto difensivo è fin troppo fragile alla prima sollecitazione. Hysaj in costante affanno nel contenimento di Chiesa e Cuadrado, Koulibaly ingenuamente ammonito ad inizio gara e (forse) ridimensionato nella sua azione a causa della stessa. Troppe indecisioni, tante occasioni che, anche ad una Juventus non trascendentale, non si possono lasciare.

L’infinità di spazi lasciati alla Juventus per le sue ripartenze, quando nel secondo tempo il Napoli ha offerto svariate volte il fianco alla velocità delle schegge Ronaldo, Chiesa e Cuadrado è conseguenza diretta di una lettura tattica di Gattuso abbastanza discutibile. Discutibile inserire tutta la batteria di attaccanti a disposizione sull’1-0, spostando Zielinski con Ruiz in mediana; ancor di più allorquando il mister inserisce Mario Rui ed Elmas immediatamente dopo il raddoppio di Dybala. Sarebbe stato più logico il contrario, quando si doveva attaccare con più criterio, ma mantenendo quel minimo di equilibrio necessario a non subire contropiedi potenzialmente letali ad ogni pallone perso. Non è la prima volta che Gattuso commette quest’errore per il quale viene puntualmente punito.

La gestione dei minuti finale resta sempre inguardabile. Una costante che si sta verificando troppo stesso. Incredibile vedere il Napoli, gestire i minuti di recupero, dove si cerca il tutto per tutto alla ricerca di un pareggio insperato, come se si fosse ad inizio gara, tenendo palla facendola girare a centrocampo quando la moltitudine di attaccanti schierati in campo aspetta invano un pallone scaraventato in area d rigore. Petagna, entrato subito dopo il gol di Insigne, non tocca mai il pallone e, in generale, i partenopei non riescono mai a portare il pallone nei pressi dell’area per poter essere pericolosi. Peccato, ma questo è un aspetto che meriterebbe riflessioni ed approfondimenti tra mister e squadra.

L’arbitraggio di Mariani lascia troppo a desiderare: il fallo da rigore di Alex Sandro su Zielinski è rigore ad occhio nudo, ma né arbitro e neppure la VAR la pensano in questo modo. Anche nel secondo tempo ci sarebbe da rivedere una volta di più un contatto tra Osimhen e Chiellini in area di rigore. Poi, finalmente Mariani si decide ad assegnare il penalty sul contatto, tra i tre, forse meno evidente. Resta un errore grave non assegnare il rigore al Napoli nel primo tempo: un potenziale 1-1 all’intervallo avrebbe dato un’ulteriore carica agli azzurri dopo un primo tempo, francamente deludente.

Alla fine, tanto rumore per (quasi) nulla. Sei mesi ad aspettare una partita che il Napoli affronta come di solito usa fare contro le big: difesa ad oltranza e ripartenze veloci. Davvero non si poteva osare qualcosa di più contro una Juventus in crisi di risultati guidati da un allenatore sulla graticola? Onestamente, sarebbe piaciuto un Napoli più propositivo e padrone del campo, mentre la verità del campo afferma che il Napoli è rimasto sorpreso dalla veemenza juventina, fin da subito alla ricerca del gol e della vittoria. Napoli bocciato dal punto di vista della mentalità.

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