Focus Napoli – Crotone. Buona Pasqua col brivido. La sopresa nell’uovo è firmata Di Lorenzo

Focus Napoli – Crotone. Buona Pasqua col brivido. La sopresa nell’uovo è firmata Di Lorenzo

Continua la marcia della squadra di Gattuso, che piazza la quarta vittoria consecutiva contro un Crotone mai domo, battuto dopo uno spettacolare 4-3. Insigne, Osimhen, Mertens e Di Lorenzo rispondono alla doppietta di Simy e Junior Messias. Partenopei ad un passo dalla Champions.


Gli azzurri esultano dopo il gol

NAPOLI – Vigila di Pasqua con il brivido, al “Diego Armando Maradona”, dove è andato in scena lo spettacolo pirotecnico gentilmente offerto dal Napoli, in coadiuvazione con il Crotone di Serse Cosmi. Gli azzurri si sono imposti per 4-3 sulla squadra calabrese, fanalino di coda del campionato. Uno-due mortifero del Napoli che si porta sul doppio vantaggio prima con Insigne (19′) a cui fa seguito il tap-in di Osimhen (23′). Il Crotone accorcia momentaneamente con Simy (25′) ma la splendida punizione di Mertens (34′) sembra chiudere il match o almeno, dare il là ad una facile goleada. Al contario, nella ripresa il Crotone completa una clamorosa rimonta con le marcature di Simy (48′) prima e Junior Messias (59′). Ci pensa Di Lorenzo a chiudere la contesa con il bel sinistro che si infila alle spalle di Cordaz per la quarta volta (72′). La vittoria contro il Crotone è la quarta consecutiva che avvicina ulteriormente il Napoli alla zona-Champions: gli azzurri sono a 56 punti con una gara da recuperare.

COSA E’ PIACIUTO

Brividi, ma alle fine i tre punti sono arrivati. Cruciali e preziosi, giunti contro un avversario che ha giocato la sua partita, più che dignitosa e che quasi faceva il colpaccio. Contano però i numeri, che raccontano di un Napoli ad un passo dalla zona-Champions, grazie alla quarta vittoria consecutiva, ottenuta stasera al “Maradona” contro il Crotone. La squadra di Gattuso si conferma una macchina da gol, che con i quattro rifilati alla squadra calabrese, porta a quota 62 il computo totale di rete segnati, terzo miglior attacco del torneo e 32 reti subite che, nonostante le tre reti al passivo di oggi, confermano la difesa azzurra come la seconda meno battuta del campionato, dietro alla sola Inter, che si avvia alla conquista dello Scudetto. Numeri importanti, che conferiscono ai partenopei i requisiti giusti per puntare alle prime quattro posizioni.

Dicevamo dell’attacco: oggi quattro segnature, quattro marcatori diversi e il rammarico di poterne segnare molti di più, contro una difesa morbida e permissiva come quella presentata dalla squadra di Cosmi. Il Napoli sotto questo aspetto convince di partita in partita, perchè la condizione fisica cresce così come l’autostima di alcuni giocatori che, fino a qualche mese fa, era a livelli bassissimi. Oggi parliamo di un Fabian in crescita costante, autore di una partita di buonissimo livello, o di Osimhen che si è saputo “contenere” da certi atteggiamenti che ne hanno penalizzato il rendimento. Poi, ci sono le conferme di Insigne e Mertens, ed i rientri di Lozano e Petagna. Insomma, la squadra, dal centrocampo in su, se sta bene, sappiamo quanto può dare e quanto può far male all’avversario di turno.

Bisogna riconoscere a Fabian la crescita avuta in questo ultimo mese e mezzo. Ad inizio anno un corpo estraneo ed avulso vagante per il campo senza un vero perchè, accompagnato da una lentezza di gamba e di pensiero davvero preoccupante. Oggi, questo Fabian è un calciatore più reattivo, più dinamico e più veloce nelle giocate. Lo aiuta il fatto di giocare almeno venti metri più avanti del compagno di reparto, Bakayoko; posizione che gli conferisce più libertà daz’ione in fase offensiva ma meno efficacia in copertura, compito in cui lo spagnolo non ha mai eccelso, e forse mai lo vedremo eccellere.Visto così, Fabian è un valore aggiunto, ma quanto abbiamo dovuto aspettare per arivare a questo livello? Tanto, troppo forse.

Insigne è ormai una costante (positiva) di questa stagione. I numeri sono tutti dalla parte del capitano, che con questo gol si porta a quota 14 in campionato. Oltre ai gol, va rimarcata l’enorme capacità di fornire assist con continuità, della quale oggi è stato beneficiario Osimhen. Ciò che fa la differenza, in questo Insigne, è la leggerezza mentale con la quale cerca e trova la giocata vincente. Fisicamente sembra non risentire dell’impegno con la nazionale, perchè più volte pianta sul posto l’avversario di turno. Bravo ad interagire con Mario Rui che oggi offre un discreto supporto sull’out sinistro. Potrebbe farne anche un altro paio di gol, nel finale, ma la mira è quella del “vecchio” Insigne: per oggi, ci accontentiamo.

COSA NON E’ PIACIUTO

Inguardabile la gestione del doppio vantaggio. Sia sul 2-0 che sul 3-1 il Napoli si è addormentato, lasciando a Simy e Junior Messias opportunità di andare a bersaglio, che gli attaccanti silani non si lasciano sfuggire. Ma non dev’essere così: una squadra del livello del Napoli non può permettersi cali di tensione di questo tipo, che sono già costati punti preziosi nell’arco della stagione. Incomprensibile poi, l’atteggiamento avuto ad inizio ripresa, quando tutti credevano che sul 3-1 sarebbe stata una partita di facile gestione. Evidentemente le precedenti lezioni non hanno insegnato nulla: giocare contro squadre di livello tecnico inferiore non equivale a vincere automaticamente, neppure contro un Crotone con un piede e mezzo in Serie B ma con l’unico scopo di rendere più dignitosa una retrocessione ormai prossima. Dal punto di vista della mentalità, due passi indietro rispetto alle trasferte di Roma e Milano.

Errori imbarazzanti sono costati almeno due dei tre gol del Crotone e sul banco degli imputati finiscono sempre i soliti nomi. Manolas è un ottimo calciatore, indiscutibilmente, per questo motivo alcuni suoi errori sono davvero incomprensibili, a testimonianza di una stagione poco brillante per il greco, sia fisicamente sia per rendimento. Contro il Crotone, così come contro il Genoa ed il Sassuolo, entra nella lista dei “bocciati”, regalando con un intervento goffo il pallone che verrà poi servito a Simy per l’1-2 calabrese. Sottolineamo inoltre che, l’azione dello stesso gol parte da un pallone perso a centrocampo da Bakayoko, altro calciatore non nuovo a certi errori. Infine, come a Sassuolo (come Bakayoko e Manolas) anche Maksimovic si rende complice del pareggio regalando a Junior Messias il pallone che il brasiliano davvero non può sbagliare. Tre nomi, una costante: l’errore. Che il Napoli paga, con puntualità tassativa.

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