Focus Napoli – Inter. Un pareggio che accontenta entrambe nella corsa all’Europa

Focus Napoli – Inter. Un pareggio che accontenta entrambe nella corsa all’Europa

Finisce in pareggio il big-match della trentunesima di Serie A, tra il Napoli e la capolista Inter. All’autogol di Handanovic nel primo tempo risponde il sinistro di Eriksen, nella ripresa. Partita non bella, che si accende solo a sprazzi dove, nell’arco dei noventa minuti, l’Inter si è lasciata preferire. Adesso per il Napoli altro duro esame, contro la Lazio di Immobile e SImone Inzaghi.


ERiksen scocca il sinistro vincente

NAPOLI – Al Diego Armando Maradona va in scena l’altro big-match di giornata (che vedeva in calendario un interessante Atalanta-Juventus) che si chiude con un pareggio forse fin troppo auspicabile alla vigilia. Il pareggio per 1-1, firmato da un’autorete di Handanovic (36′) alla quale risponde il tracciante di Eriksen (55′) nella ripresa, fa felici ambedue le formazioni: l’Inter passa indenne una trasferta, che poteva essere irta di ostacoli come quella di Napoli, avvicinandosi seppur a piccoli passi verso lo Scudetto; il Napoli resta comunque a stretto contatto con la zona-Champions, sempre distante due punti, stavolta dalla Juventus, nel frattempo superata dall’Atalanta. Punto importante in una partita combattuta ma non un manifesto allo spettacolo.

COSA E’ PIACIUTO

Il punto di stasera va visto come un punto guadagnato, che permette al Napoli di restare in corsa per il quarto posto. La squadra di Gattuso non ha giocato la sua miglior partita, ma di fronte c’era la squadra che, con ogni probabilità, vincerà questo campionato e che ai punti avrebbe meritato anche qualcosa di più del pareggio; per fortuna che questo è calcio e non pugilato. Il pareggio è il risultato più auspicabile alla vigilia e così è stato: un punto va bene all’Inter per avvicinarsi all’obiettivo Scudetto, un punto fa bene al Napoli per tenere a vista il quarto posto, adesso occupato dalla Juventus. Adesso, lo scontro diretto contro la Lazio diventa ancora più importante, nel quale vincere sarà imperativo categorico, possibilmente giocando meglio di stasera.

Partita noiosa, nel complesso, che è vissuta di strappi improvvisi soprattutto da parte dell’Inter e che il Napoli è riuscito, in un modo o nell’altro ad arginare. Gli azzurri hanno tenuto spesso in mano il pallino del gioco, specie nel primo tempo, contro un Inter che viveva nell’attesa di piazzare la zampata al momento giusto, o con la coppia Lukaku-Lautaro o con qualche scorribanda laterale di Hakimi. Un po’ di fortuna stavolta ha aiutato il Napoli, quando il centravanti belga ha colto prima la traversa poi il palo. Per il resto, una partita abbastanza anonima, gestita sufficientemente, ma non senza disattenzioni.

Il migliore in campo per il Napoli è stato sicuramente Koulibaly, che alza notevolmente il livello e la qualità delle sue prestazioni quando c’è da marcare un avversario particolarmente scomodo. Lukaku è uno di questi ma il centrale senegalese è riuscito a contenere, per quanto possibile, la fisicità e la forza d’urto del numero nove nerazzurro. Bravo a spendere il giallo nell’unica volta in cui è stato superato in dribbling, per il resto riesce quasi sempre il tempo per giocare in anticipo, mentre in altre circostanze deve, giocoforza, temporeggiare ma tanto basta a tenere Big Rom fuori dalla zona pericolo.

Bene la fase di pressing, soprattutto nella prima mezz’ora, quando l’Inter fatica moltissimo per uscire dalla zona minata, costituita dall’intera linea offensiva partenopea disposta su tutte linee di passaggio interposte tra Handanovic ed i suoi difensori. Tattica dispensiosa quella organizzata da Gattuso ma che sembra dare i suoi frutti, almeno fin quando l’Inter decide di uscire allo scoperto una volta passata in svantaggio. Meno efficace il pressing nella ripresa, quando la squadra è più stanca e meno lucida. Per fortuna l’Inter, dopo il pareggio, decide di abbassare il ritmo ed il Napoli rifiata.

COSA NON E’ PIACIUTO

Dispiace prendersela sempre con Osimhen, ma la prestazione di stasera è stata largamente insufficiente. Comprensibile non gli arrivino palloni giocabili, ma vederlo fermo come un tronco a ridosso l’area di rigore, senza mai dettare un passaggio, senza mai proporsi per una sponda, passeggiando e corricchiando sulle punte in orizzontale, da un lato all’altro del campo, è qualcosa di davvero irritante. Gattuso gli concede settanta minuti, fin troppi vista la qualità della prestazione fin lì offerta del nigeriano, che si scoglie come neve al sole quando il livello della difesa avversaria è di livello superiore. Poteva e doveva essere un esame importante, dopo due gol consecutivi contro avversari più “semplici”, ma il numero nove viene bocciato senza attenuanti.

La squadra regge bene per larga parte del primo tempo, poi appena passata in vantaggio, improvvisamente quanto inaspettatamente si “slaccia”, lasciando all’Inter dei varchi assurdi in cui inserirsi e far male. Stessa cosa accade nel secondo tempo, subito dopo il pareggio di Eriksen, quando il Napoli non trova immediatamente le distanze permettendo ai nerazzurri pericolose ripartenze, fortunatamente senza esito. Una strana difficoltà del Napoli a rientrare in partita dopo i gol, sia fatto che subito, come chi si sveglia di soprassalto dopo un lungo sonno e fatica a connettersi con l’ambiente circostante. Leggerezze che il Napoli ha in parte pagato e per le quali poteva pagare un prezzo anche più salato.

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