Focus Napoli – Lazio. Cinquina alle Aquile biancocelesti: gli azzurri fanno davvero sul serio

Focus Napoli – Lazio. Cinquina alle Aquile biancocelesti: gli azzurri fanno davvero sul serio

Il Napoli ritrova la vittoria battendo la Lazio con un corposo 5-2. Doppietta per Insigne, a segno anche Poltano, Mertens e Osimhen. Solo per le statistiche le reti di Immobile e Milinkovic Savic. Napoli ancora quinto, ma a soli tre punti dal secondo posto.


Mertens esulta dopo il gol alla Lazio

NAPOLI – Bella partita ricca di gol, quella che chiude la trentaduesima giornata di campionato. Il delicato spareggio-Champions si chiude appannaggio del Napoli che batte la Lazio con un sonoro 5-2 in una gara molto più combattuta di quanto dica il punteggio. Al doppio vantaggio azzurro firmato Insigne (7′) dagli undici metri e Politano (12′), seguono, nel secondo tempo, la doppietta del capitano partenopeo (53′) ed il poker di Mertens (65′). La Lazio tenta una rimonta improbabile arrivando, però, a dimezzare le distanze con l’uno-due firmato Immobile prima (70′) ed il piazzato di Milinkovi Savic poi (74′). Ci pensa Osimhen (80′) a chiudere definitivamente i conti. Questa vittoria proietta il Napoli non solo in zona-Champions ma addirittura verso il secondo posto, adesso a soli tre punti, appartente al Milan.

COSA E’ PIACIUTO

Un mese fa sarebbe stato impensabile un Napoli a soli tre punti dal secondo posto, ma la classifica dice esattemente questo. La classifica è cortissima, dal secondo al quinto posto ed il Napoli ha le carte in regola per poter puntare ad uno dei primi quattro posti, aiutato dai quattro punti in due partite contro Inter e Lazio, che sono stati un toccasana per lo spirito ed il morale. Adesso, con un calendario in discesa, la squadra di Gattuso ha in mano il proprio destino e sarebbe davvero un peccato sprecare punti, in queste ultime giornate, dopo una rincorsa infinita che nell’ultimo mese sta dando finalmente frutti.

La partita contro la Lazio non è stata esente da errori, anzi, nonostante il corposo punteggio, probabilmente il Napoli ha giocato molto meglio in altre circostanze. Stasera, era una di quelle serate nelle quali riesce tutto bene, dove ogni tiro è un gol, chiunque tiri e da ovunque si provi. I gol di Insigne e Mertens sono gemme balistiche degne da SuperLeague che fanno parte del repertorio e c’è da dire che il rigore fischiato al Napoli potrebbe essere interpretato come un eccesso di generosità di Di Bello, ma per il resto gli azzurri sono dei cecchini spietati, che bersagliano Reina senza (quasi) mai sbagliare un colpo. In attacco, dunque tutti promossi.

Insigne conquista la palma del migliore in campo con una prestazione di qualità e quantità. Se escludiamo il pallone perso negli ultimi minuti di gara che quasi procurava il terzo gol la Lazio, la partita del capitano rasenta la perfezione: spietato dagli undici metri, chirurgico nell’innescare Mertens per il via all’azione del raddoppio, recupera un pallone nella propria trequarti e conclude l’azione a ridosso di quella laziale per il gol del 3-0 con una traiettoria favolosa; inoltre si prodiga più volte in aiuto di Hysaj, con raddoppi frequenti ed efficaci. Il record di gol in un singolo campionato è ad un passo (18), ne manca solo uno: segnarne uno a Torino, Lunedì prossimo sarebbe un’idea stuzzicante, magari accompagnato da tre punti.

Non solo Insigne, ma anche Mertens e Politano meritano il podio dei migliori della serata. Il belga regala un saggio di alta scuola con il controllo di palla, sul lancio di Insigne, che apre al raddoppio di Politano. Si ripete nella ripresa, quando non ci pensa due volte a scaricare un destro di prima intenzione, su invito di Zielinski, che si infila sotto l’incrocio di pali. Considerato il bagaglio tecnico del numero 14 si direbbe una cosa normale per lui, ma un gol eseguito con queslla scioltezza e apparente facilità è consono solo ad una cerchia ristretta di sei-sette attaccanti nel mondo. Politano torna il pendolino sulla fascia destra che nelle ultime partite un po’ mancava. La fascia destra viene arata per più di un’ora, fino a quando esce di scena per far spazio a Lozano di cui, adesso, è riserva. Anche per lui la doppia cifra è vicina, a distanza di un solo gol. Magari, se non ci pensa Insigne, potrebbe festeggiare lui i suoi dieci gol in questa Serie A. Il gol, suo marchio di fabbrica (movimento a rientrare nell’area di rigore e sinistro, secco, sul primo palo) è anche un po’ figlio di un impacciato Reina, ma a chi importa?

La fascia destra del Napoli, il versante sinistro difensivo della Lazio è stato l’ago della bilancia di questa partita. Tre dei cinque gol segnati dai partenopei nascono da quella zona di campo dove, Politano nel primo tempo, Lozano e Zielinski nel secondo, mettono in serissima difficoltà Fares e Radu, asfaltati ed in affanno sin dalle prime battute di gioco. Ma la vittoria del Napoli deriva anche da un atteggiamento guardingo (fin troppo, in certi casi) che non permette alla Lazio di non fare troppo male, con i vari Immobile, Correa, Milinkovic Savic e Luis Alberto che riescono solo a sprazzi ad essere pericolosi. Bravo anche Gattuso, dunque, nell’aver preparato bene questa partita, soprattutto nel contenimento dello spagnolo, quasi mai in partita.

Osimhen entra e segna, dando al Napoli la certezza di aver conquistato i tre punti. Il nigeriano non si presenta bene, sbagliano un facile passaggio al primo pallone giocato, ma si riscatta poco dopo, quando inchioda Reina con una bordata sul primo palo. L’impressione è che questo ragazzo possa fare qualcosa di utile solo quando incontra difese piuttosto scoperte che gli lasciano spazi per colpire. In altre circostanze, Osimhen va in grande difficoltà, soprattutto quando deve muoversi in spazi angusti e con la guardia attenta dei difensori avversari. Però, i numeri dicono che ha segnato tre gol in quattro partite, forse non tutti decisivi, ma importanti per il morale di questo ragazzo, i cui gol serviranno tantissimo, in queste ultime sei partite.

COSA NON E’ PIACIUTO

Dicevamo di un atteggiamento fin troppo guardingo del Napoli immediatamente dopo il raddopppio. Non si può pensare di amministrare il risultato dopo soli tredici minuti contro una Lazio che può contare su attaccanti e centrocampisti bravi ad offendere. Dopo il gol di Politano, il baricentro del Napoli arretra di almeno venticinque metri, buoni per la Lazio per mettere su un tentativo di rimonta,buona solo nelle intenzioni sebbene la squadra di Inzaghi (in quarantena) riesca a mettere con discreta frequenza piede nella tre-quarti e nell’area azzurra. Il palo di Correa è un segnale d’allarme che, fortunatamente non ottiene seguito, ma il Napoli ha rischiato tanto, lasciandosi schiacciare riuscendo poche volte ad uscire dalla pressione laziale.

Stesso discorso nella ripresa, quando sul 4-0, gli azzurri escono di scena per una decina di minuti e la Lazio ne approfitta per segnare due gol che quasi riaprono la partita. Troppo morbido Zielinski, che perde un pallone suicida a ridosso dell’area; troppo irruente Di Lorenzo nel fallo che produce la punizione da cui scaturisce il 4-2 di Milinkovic Savic. Fortuna che si era 4-0: fosse successo solo un gol prima, si sarebbero verificati per davvero gli estremi di un recupero miracoloso della Lazio, grazie alla gentile (e non gradita) collaborazione del Napoli. Però, certe disconnessioni, troppo frequenti questa stagione, andrebbero ridotte al minimo, se non azzerate, ma quest’ultimo caso è forse irrealizzabile.

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