Focus Sampdoria – Napoli. In primavera sboccia Fabian. Lo spagnolo più Osimhen fanno tre punti al Ferraris

Focus Sampdoria – Napoli. In primavera sboccia Fabian. Lo spagnolo più Osimhen fanno tre punti al Ferraris

Al Ferraris di Genova un Napoli solido e cinico piega la resistenza di una buona Sampdoria con un gol per tempo: nel primo tempo Fabian, nel secondo Osimhen, per alimentare il sogno Champions. Contro l’Inter senza Lozano, squalificato.


Fabian-Osimhen: bombere nel pomeriggio di Genova

GENOVA – Il pomeriggio del Ferraris regala una bella partita tra Sampdoria ed il Napoli. I tre punti vanno appannaggio della squadra azzurra, tornati alla vittoria dopo lo stop infrasettimanale contro la Juventus, regolando la Sampdoria degli ex: Ranieri, Quagliarella e Gabbiadini, con un gol per tempo. Al gran gol di Fabian (35′) a coronamento di una splendida manovra collettiva, fa eco il quinto centro in Serie A di Osimhen (87′), ben servito da Mertens. Napoli con i fari puntati sulla zona Champions, in attesa del doppio big-match della prossima settimana: prima l’Inter, poi la Lazio, dopo il quale, probabilmente, sarà chiaro il destino della squadra di Gattuso.

COSA E’ PIACIUTO

Dopo lo sgambetto juventino di metà settimana, era importante riprendere la corsa-Champions vincendo a Marassi. Missione compiuta con una partita sufficientemente solida da non mettere (quasi) mai in discussione il risultato. Buona la tenuta atletica, nonostante l’impegno infrasettimanale e soprattutto la carica di concentrazione, sempre alta anche dopo il gol del vantaggio, momento in cui il Napoli è solito cedere fin troppo facilmente terreno all’avversario. Cinico (ma non troppo), nel finale, a chiudere la partita, dopo numerosi tentativi andati a vuoto. Nel complesso, ottima vittoria che porterà il Napoli ad affrontare Inter e Lazio, in rapida successione, con il morale piuttosto alto: fattore importantissimo a questo punto, cruciale, della stagione.

Il gol del Napoli, quello di Fabian, è un gioiello calcistico per chi ama il calcio e non chi tira calci ad un pallone. L’azione è di quelle che rappresentano il marchio di fabbrica partenopeo: circolazione a velocità supersonica del pallone nella tre-quarti blucerchiata, nascosto dai vari Fabian-Zielinski-Osimhen-Zielinski ed ancora Fabian che scarica alla sinistra di Audero, imparabilmente, tra difensori e mediani sampdoriani imbambolati ed incantati dal fluire letale ed efficace del pallone. Una perla un po’ vintage, che ci ha ricordato i bei tempi di qualche anno fa.

Allacciandoci al tema del gran gol di Fabian, non si può non consegnare il premio di migliore in campo allo spagnolo. Probabilmente il numero otto ha giocato la sua migliore partita in maglia azzurra, sicuramente la migliore di questa stagione e in questo ruolo. Oggi Fabian è stata l’arma in più, capace di vanificare il lavoro (mediocre) della mediana sampdoriana (Thorsby e Damsgaard) con il suo sinistro capace di guidare il pallone sia in verticale che da una parte all’altra del campo con irridente facilità. La posizione, molto schiacciata verso la propria area di rigore, della linea di mediana doriana, gli consente di avere spazio, e tempo (soprattutto) a sufficienza per spostare il pallone e spostarsi a piacimento su e giù per il campo. Nella ripresa sfiora anche la doppietta, negatagli da un Audero in vena di miracoli. Convincente anche sotto l’aspetto fisico: la gamba è tonica anche nel finale, quando lo si vede spesso in fase difensiva a catturare palloni importanti. Il sole e la primavera sono i suoi tempi; peccato non durino tutto l’anno. Speriamo, almeno, che lo spagnolo continui a crescere in questo finale di campionato.

Fino a dieci minuti dalla fine la sua partita era abbondantemente sotto la sufficienza, Osimhen la salva con il gol del raddoppio che da’ al Napoli la sicurezza necessaria a condurre in porto una vittoria più che meritata, per quanto fatto vedere in campo. Prima e dopo il destro che trafigge Audero per la seconda volta, del nigeriano ci sono poche tracce: importante quella della partecipazione al gol di Fabian, meno importanti ed al limite dell’esperazione e dell’irritazione l’essere pescato costantemente in fuorigioco di rientro. Il gol segnato (al primo vero tiro in porta, dopo un fiacco colpo di testa solo pochi minuti prima) è importantissimo per la fiducia che gli serve per fare bene in queste ultime partite, nelle quali serva fare anche qualcosa in più. Quello di oggi è il minimo sindacale.

COSA NON E’ PIACIUTO

Una partita così, deve essere chiusa con largo anticipo. Le occasioni il Napoli le ha avute, in particolar modo nel secondo tempo ma, un po’ la scelta della soluzione da adottare, un po’ l’imprecisione, ma soprattutto la bravura di Audero, hanno reso la partita incerta fino alle battute finali, fin quando Osimhen è riuscito a trovare il varco giusto, tra palo e portiere. Sarebbe stato davvero un peccato buttare via punti dopo una buona partita come quella vista al Ferraris, una delle migliori di questo Napoli, oggi molto attento, tranne per quella disattenzione sul gol di Thorsby, poi annullato dal VAR per un fallo, dello stesso cetrocampista doriano su Koulibaly, molto molto al limite del sanzionabile.

Il Chucky Lozano non è ancora (ri)entrato in forma dopo il suo rientro. Al suo primo pallone toccato (anzi non toccato) si prende un evitabile cartellino giallo che gli impedirà di giocare contro l’Inter. Il messicano si vede in qualche altro frangente di gioco, mettendo in difficoltà il povero Augello, quest’ultimo, costretto a prendere la targa a chiunque passi nella sua zona di competenza, ma sbagliando l’ultimo passaggio. Insomma, il miglior Lozano è ancora lontano, ma almeno su quella fascia Politano si sta dimostrando un’alternativa più che valida, in attesa che il messicano ritrovi la lucidità e lo smalto di qualche mese fa.

Premessa: Demme ha giocato una partita più che buona, costituita dal solito dinamismo, lotta a centrocampo, gamba e grinta da vendere. Quello che è mancato oggi è stato quel pizzico di personalità in fase di costruzione. L’italo-tedesco gioca un gran numero di palloni ma, il più delle volte, li smista o lateralmente o all’indietro, sebbene abbia sovente lo spazio per poter provare un’imbeccata in verticale. Ovvio che, se il ragazzo non se la sente di azzardare la giocata, fa bene a non rischiarla, ma talvolta si ha l’impressione che il numero quattro azzurro giochi troppo spesso spalle alla porta avversaria, perdendo quindi un tempo di gioco, il “carpe diem” necessario a velocizzare l’azione facendo uscire il pallone dalla “zona calda”. Niente di grave, anche perchè non è una sua priorità, soprattutto con un Fabian tirato a lucido, come quello di oggi pomeriggio.

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