Giocare… d’azzardo e in Borsa

Giocare… d’azzardo e in Borsa

La linea di demarcazione si è andata notevolmente assottigliando negli ultimi tempi, tanto da risultare sempre più un confine immaginario


Giocare in borsa e giocare d’azzardo: due espressioni che, in italiano, non sono poi tanto distanti. È proprio a causa di questa analogia semantica basata sul gioco che spesso il trading viene considerato non più che un semplice passatempo, anche quando, in realtà, ci si dedica a questa attività per lavoro. Questo aspetto ludico del termine, seppur esistente e fondamentale, trasforma spesso le scommesse in linea – si tratti di casinò online o in campo sportivo – in nulla più che un semplice azzardo. In verità, questa non è che una semplificazione eccessiva della realtà, che toglie credito alla preparazione e la capacità di analisi e ragionamento dei giocatori.  

A seguire vedremo nel dettaglio se esistono e, in questo caso, quali sono, le altre somiglianze che accomunano il mondo delle scommesse con quello della borsa, oltre all’aspetto puramente linguistico.

Prendere decisioni informate

I passi da gigante a cui abbiamo assistito negli ultimi anni nel settore tecnologico possono essere un’arma a doppio taglio. Oggi, infatti, affidarsi solo all’istinto e alle emozioni non è più sufficiente, rendendo così imprescindibile aumentare la propria preparazione per sconfiggere gli avversari e cercare di portarsi a casa vincite da sogno. In quest’ottica, fare ricorso all’analisi quantitativa e ai big data può rivelarsi il segreto del successo. 

Le probabilità

In entrambe le attività, prepararsi al meglio per cercare di schivare ogni possibile imprevisto è essenziale. Tuttavia, nonostante le speranze e le più rosee previsioni, non si può mai essere certi del risultato. A detta dei trader più esperti, fare uno scambio in borsa è un po’ come lanciare in aria una monetina. In altre parole, non si ha che il 50% di possibilità a proprio favore di ottenere un esito positivo. Anche se durante una partita a poker in un casinò in linea le probabilità non sono certo più alte, possono senza dubbio essere incrementate con l’esperienza. 

I grandi imprevisti

Il fatto che ci si possa trovare ad affrontare avvenimenti davvero poco frequenti, non significa che questi non si verifichino mai. Occorre quindi essere sempre pronti a trovarsi di fronte al cosiddetto evento del cigno nero, quello che potrebbe dare una svolta in senso negativo alla vostra giornata. Nel mercato delle valute, questo potrebbe per esempio consistere nell’invasione militare di uno Stato, capace di causare un deciso aumento della volatilità dei titoli. Suo corrispettivo nel poker, invece, potrebbe essere una mano particolarmente sfortunata, in cui siete costretti a affrontare uno sfidante che ha in mano quattro assi.

I benefici economici

Dopo anni di apprendistato, qualsiasi professionista del trading e frequentatore dei casinò sarà in grado di confermare che di queste attività si può vivere, e anche bene. Basti pensare che la maggior parte dei broker offre ai giocatori una leva di 20:1 e 100:1 rispettivamente per il trading azionario e quello di valuta. In parole povere, con ogni dollaro depositato saremo in grado di controllarne venti sulle azioni e 100 sul mercato Forex. Anche nel poker, i guadagni non sono inferiori.

Le forti emozioni

Questa incertezza di base è portatrice di connotazioni esclusivamente negative, ma solo in apparenza. Alla base dell’interesse per il gioco d’azzardo o il trading, non c’è infatti solo un possibile beneficio economico, quanto piuttosto, per i più, una profonda passione per il gioco, il divertimento e la ricerca di adrenalina allo stato puro. Non essere mai certi fino in fondo del risultato finale, quindi, è ciò che più di ogni altra cosa fa spesso da motore ad entrambe le attività. 

Un gioco studiato

La linea di demarcazione che teneva irrimediabilmente separati il gioco d’azzardo e il trading in Borsa si è andata notevolmente assottigliando negli ultimi tempi, tanto da risultare sempre più nient’altro che un confine immaginario. Oltre alle differenze che le distinguono, entrambe le attività sono infatti accomunate da un aspetto ludico intrinseco, un’essenza senza la quale si dovrebbe meglio parlare di assenza. Inoltre, pensandoci bene, poca è la differenza tra le due, se si prendono come un divertimento in cui, oltre alle emozioni, hanno un grande peso anche il ragionamento e il calcolo delle probabilità.