Grillo fa un video per difendere il figlio indagato per stupro, sul web è pioggia di critiche: “Maschilista”

Grillo fa un video per difendere il figlio indagato per stupro, sul web è pioggia di critiche: “Maschilista”

Dopo il filmato c’è chi gli ha voluto dimostrare la propria solidarietà, come Alessandro Di Battista, e chi, come la Lega, ha utilizzato la vicenda per criticarlo


ITALIA – Lunedì 19 aprile, Beppe Grillo ha pubblicato un video per difendere il figlio Ciro, 20 anni, indagato insieme ad altre tre persone dalla procura di Tempio Pausania (provincia di Sassari) per violenza sessuale di gruppo nei confronti di una coetanea conosciuta in vacanza. I fatti sarebbero avvenuti nella casa di Grillo a Porto Cervo, in Sardegna, nell’estate del 2019. I giornali scrivono che la procura dovrà decidere a breve se chiedere l’archiviazione del caso o il rinvio a giudizio per i quattro indagati.

Secondo Grillo, a sostegno della sua tesi ci sarebbe il fatto che la donna ha denunciato l’abuso con ritardo: «Mio figlio è su tutti i giornali come uno stupratore seriale insieme ad altri 3 ragazzi… io voglio chiedere, voglio chiedervi, voglio chiedere veramente perché un gruppo di stupratori seriali compreso mio figlio non sono stati arrestati? La legge dice che gli stupratori vengono presi e vengono messi in galera e interrogati in galera o ai domiciliari. Sono lasciati liberi da due anni, perché? Perché non li avete arrestati subito? Ce li avrei portati io in galera a calci nel culo. Perché? Perché vi siete resi conto che non è vero niente che c’è stato lo stupro, non c’entrano niente. Perché una persona che viene stuprata la mattina, al pomeriggio va in kitesurf, e dopo 8 giorni fa una denuncia, vi è sembrato strano. È strano».

Grillo parla anche dell’esistenza di un video in cui sarebbe dimostrato, «passaggio per passaggio», che c’era consenso della donna ai rapporti sessuali. Dice, poi, che si vede che c’è «un gruppo che ride», che sono «ragazzi di 19 anni che si divertono e ridono in mutande e saltellano con il pisello, così…perché sono quattro coglioni». Grillo conclude urlando che «se dovete arrestare mio figlio che non ha fatto niente, allora arrestate anche me, perché ci vado io in galera».

Antonella Veltri, presidente della rete dei centri antiviolenza D.i.Re, ha spiegato come Beppe Grillo, con le sue parole, spieghi molto bene cosa sia la “vittimizzazione secondaria”: «Le donne non sono credute, la violenza viene minimizzata, il comportamento della ragazza giudicato quasi fosse lei l’accusata». Veltri ha aggiunto che non si è consenziente perché si denuncia dopo: « Non si è consenzienti quando si è obbligate ad avere rapporti sessuali contro la propria volontà o quando non si può prestare consenso perché ubriache».

In generale, ci sono state molte e diverse reazioni al video di Grillo. C’è chi gli ha voluto dimostrare la propria solidarietà, come Alessandro Di Battista, la senatrice del M5S Paola Taverna e Vito Crimi; e chi, come la Lega, ha utilizzato la vicenda per criticare Grillo parlando del suo «garantismo a giorni alterni», quello cioè che ha riservato al figlio ma non a Matteo Salvini rinviato a giudizio per il caso Open Arms. Molti, tra loro Maria Elena Boschi, hanno definito “maschiliste” le parole di Grillo.

Fonte: Il Post