Il figlio di Grillo accusato di stupro, anche la mamma accorre in sua difesa: “La ragazza era consenziente”

Il figlio di Grillo accusato di stupro, anche la mamma accorre in sua difesa: “La ragazza era consenziente”

La donna ha ripetuto le parole di Beppe Grillo, il quale in un video pubblicato ieri critica anche il tempo trascorso tra la violenza e la denuncia


ITALIA – “C’è un video che testimonia l’innocenza dei ragazzi, dove si vede che lei è consenziente, la data della denuncia è solo un particolare”, queste le parole di Parvin Tadjik, moglie di Beppe Grillo e madre di Ciro, in un commento su Facebook in risposta ad un post pubblicato da Maria Elena Boschi, deputata di Italia Viva, che accusa Beppe Grillo in seguito al video in cui difende il figlio e i tre amici dalle accuse di stupro.

La risposta di Boschi non si fa attendere: “Parvin Tadjik, la moglie di Beppe Grillo, risponde al mio video di ieri dicendo che suo figlio è innocente, che la ragazza era consenziente, che ci sono le prove. Io non faccio il processo sui social, gentile signora. Le sentenze le decidono i magistrati, non i tweet delle mamme. Questo modo di concepire la giustizia, giocandola sui social e non nelle aule di tribunale, è aberrante”.

Di fatto Parvin non fa altro che ripetere le parole del marito, quest’ultimo ieri ha menzionato l’esistenza di un video in cui la ragazza sembra essere consenziente, e ha inoltre criticato gli otto giorni trascorsi tra la violenza e la denuncia. Otto giorni per Grillo sono troppi e sono la prova dell’innocenza degli accusati, per la vittima invece potrebbe essere il tempo necessario per realizzare quanto successo e per trovare il coraggio di denunciare.

Non a caso il “codice rosso“, una legge contro la violenza sulle donne approvata nel 2019, proprio su spinta del Movimento 5 stelle, allunga fino a 12 mesi il tempo entro il quale la vittima può sporgere denuncia per una violenza sessuale subita, lasciando quindi alle donne il tempo di comprendere e decidere cosa fare.

Non si fanno attendere le parole dell’avvocato Giulia Bongiorno, difensore della ragazza italo-svedese che ha denunciato di essere stata stuprata dal figlio di Grillo e da tre suoi amici. Ha infatti dichiarato durante il programma “L’Aria che tira” su La7 che porterà il video del fondatore del M5S in procura, perché potrebbe rappresentare una prova a carico: “Il video di Beppe Grillo è una prova che documenta una mentalità dell’eufemizzazione, spesso usata dagli uomini per giustificarsi quando sono imputati” afferma Bongiorno che su questa linea di difesa aggiunge: “Si dice alle vittime, state attente. Ma noi non ci facciamo intimidire!”.