Maurizio ucciso nel napoletano, la figlia racconta la storia completa: “E’ stato un agguato”

Maurizio ucciso nel napoletano, la figlia racconta la storia completa: “E’ stato un agguato”

“Mi ha dovuto difendere perché mi è stato fatto un dispetto, mi è stata bucata una ruota e io non me la sono tenuta, perché non trovavo giusta questa cosa”


TORRE ANNUNZIATA – Maria Adriana Cerrato, vent’anni, è in lacrime. È disperata, si sfoga, ma senza parole d’odio. Parla con Fanpage.it poco dopo aver scritto un post su Facebook per ribadire la sua verità sull’omicidio del padre Maurizio Cerrato, ucciso ieri sera a Torre Annunziata (Napoli) dopo essere stato colpito con un oggetto e un’arma da taglio da una persona al momento ricercata.

La testimonianza che restituisce la ragazza è molto importante per capire la dinamica dell’omicidio. Le indagini sono ancora in corso e alcuni elementi descritti dalla giovane devono essere giustamente e doverosamente riscontrati dalle indagini.
La ventenne, nell’intervista telefonica a Fanpage.it, parla insistentemente di «loro», per riferirsi agli aggressori che, stando a quanto si capisce, potrebbe aver riconosciuto.

Può raccontarci cosa è successo?

Ho sempre saputo chi fosse mio padre e si è fatto ammazzare… è stato soltanto per difendere me. Mio padre il cric l’ha ricevuto in testa prima, molto prima se comunque si è difeso dopo gli è stato teso un agguato.

Perché parli di un agguato?

Mi ha dovuto difendere perché mi è stato fatto un dispetto, mi è stata bucata una ruota (dell’auto ndr.) . E io non me la sono tenuta (cioè ha reagito ndr.),  perché non trovavo giusta questa cosa.

Cosa è successo poi?

Ho preso la sedia che loro avevano collocato al posto (allo stallo di sosta del parcheggio auto ndr.), perché qui si usa collocare le sedie per conservarsi il posto auto. Io gliela avevo spostata e loro  mi hanno fatto trovare la ruota bucata, squarciata.

E poi cosa è accaduto?

Io quella sedia gliel’ho messa sopra la loro macchina. E loro non se la sono tenuta (hanno reagito ndr.). Hanno iniziato ad aggredirmi in un garage dieci metri più avanti , dove avevo fermato la macchina e mio padre mi aveva cambiato la ruota, dopodiché sono venute due persone che hanno aggredito me e mio padre. Quando la situazione sembrava quasi essersi placata, uno dei due ha chiamato altre persone, gli hanno teso un agguato, l’hanno accoltellato davanti a me.
Ho fatto una corsa disperata in ospedale, ma era già morto. Ho sempre saputo chi fosse mio padre. E se si è fatto ammazzare è stato solo per difendere me.

Fonte: Fanpage