Napoletani scomparsi in Messico: i poliziotti coinvolti rimediano 50 anni di carcere

Napoletani scomparsi in Messico: i poliziotti coinvolti rimediano 50 anni di carcere

In collegamento da Napoli Francesco, il figlio di Raffaele Russo: “Vi prego diteci dove sono”


MESSICO – Salomon Adrian Ramos Silva ed Emilio Martines Garcia rimediano 50 anni di carcere. È questa la decisione del tribunale messicano dello Stato di Jalisco nei confronti dei due poliziotti ritenuti colpevoli della sparizione di Antonio Russo e Vincenzo Cimmino, due dei tre italiani scomparsi in Messico il 31 gennaio 2018.

I giudici li hanno ritenuti colpevoli del reato a loro contestato in concorso con altri pubblici ufficiali tra i quali il comandate della polizia locale e il suo vice. I due sono stati anche interdetti dai pubblici uffici.

Nessuna notizia di Linda Guadalupe Arroyo, la poliziotta imputata fuggita durante la scorsa udienza. L’accusa aveva chiesto al giudice di condannare i due agenti a 60 anni di carcere, a un risarcimento di un milione di pesos e all’interdizione dei pubblici uffici. La difesa degli imputati invece ha chiesto pene più lievi per i due che non facevano altro che “eseguire ordini superiori”.

I pm hanno però sottolineato che la richiesta della pena massima è motivata dal fatto che gli agenti era pienamente consapevoli del crimine che stavano commettendo.

Antonio e Vincenzo e Raffaele Russo sono classificati come “desaparecidos”, motivo per il quale le ricerche continueranno. In collegamento da Napoli durante il processo proprio il figlio di Raffaele, Francesco che ha pregato gli inquirenti di chiedere ancora agli agenti di dire dove si trovano i suoi cari.