Napoli, lanciò la figlia di 16 mesi dal balcone: Salvatore Narciso evita l’ergastolo

Napoli, lanciò la figlia di 16 mesi dal balcone: Salvatore Narciso evita l’ergastolo

Per la Corte l’uomo aveva compiuto il folle gesto per vendicarsi del fatto che la moglie volesse lasciarlo


NAPOLI – La tragedia ebbe luogo il 15 luglio del 2019 a San Giuseppe Vesuviano, in provincia di Napoli: Salvatore Narciso, 35 anni, una laurea in giurisprudenza e un passato da salesiano e volontario, lanciò la figlia Ginevra dal balcone, uccidendola, e tentando subito dopo di suicidarsi.

Ebbene ieri l’uomo è stato condannato dalla II sezione della Corte d’Assise di Napoli (presidente Concetta Cristiano) a 24 anni di carcere. Nei suoi confronti sono state disposte anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, lo stato di interdizione legale durante la pena, il pagamento delle spese processuali e una provvisionale di centomila euro da corrispondere all’ex moglie. La pubblica accusa aveva chiesto per lui l’ergastolo. La difesa aveva invece invocato anche l’infermità mentale. Circostanza vanificata anche dalle intercettazioni operate dagli inquirenti durante il suo ricovero in ospedale dove, nel corso di colloqui con alcuni parenti, era emersa la sua terribile lucidità. Per la corte Salvatore Narciso ha ucciso la piccola Ginevra per vendicarsi del fatto che la moglie medico, conosciuta in gioventù, aveva cominciato a manifestare la volontà di separarsi da lui per incomprensioni e continui litigi.