Napoli, pasquetta in rosso: divieti e controlli in strada, città semivuota

Napoli, pasquetta in rosso: divieti e controlli in strada, città semivuota

Con la zona rossa nazionale disposta dal nuovo decreto anti-Covid fino a lunedì, l’Italia è tornata a vivere ovunque un week-end festivo come in un lockdown.


ITALIA – Decine di migliaia di controlli in strada oltre a posti di blocco e pattugliamenti con l’obiettivo di far rispettare divieti e ordinanze nelle giornate di Pasqua e Pasquetta, in una sorta di deja-vu dello scorso anno. Con la zona rossa nazionale disposta dal nuovo decreto anti-Covid fino a lunedì, l’Italia è tornata a vivere ovunque un week-end festivo come in un lockdown.

NAPOLI – Una città semivuota sta vivendo la giornata di Pasqua in zona rossa con un sostanziale rispetto delle norme anticovid. Operativi tre dei quattro centri vaccinali funzionanti in città, dove sono convocate anche oggi e domani centinaia di persone per le somministrazioni. Un po’ di movimento nelle strade stamane, soprattutto nei pressi delle chiese per le celebrazioni religiose, ma a partire dall’ora di pranzo la città si è ulteriormente svuotata. Intensificati i controlli, specie nelle zone a potenziale rischio di assembramento come il lungomare, con l’ausilio di transenne anche per impedire l’accesso alle spiagge. Oggi e domani restano ferme la linea 1 della metropolitana e le linee ferroviarie della Circumvesuviana; sospesi a partire dalle 13.30 anche i servizi urbani dell’Anm, l’azienda napoletana mobilità. Ridotte le corse per le isole, con controlli agli imbarchi: Ischia, Procida e Capri sono popolate oggi solo dai residenti. Proibito come l’anno scorso l’accesso al santuario di Madonna dell’Arco, nel comune di Sant’Anastasia (Napoli), che per tradizione è meta nel giorno di Pasquetta del pellegrinaggio di migliaia di fedeli, i cosiddetti ”battenti”, provenienti da tutta la Campania.

ALTRE CITTA’

ROMA –  Roma svuotata dalla zona rossa della seconda Pasqua in pandemia. Poche auto, pochi passanti, zero turisti -ormai da tempo un ricordo causa Covid- solo qualcuno in bicicletta che approfitta della città deserta per godersi monumenti e bel tempo primaverile. Stessa scena nei tanti parchi della città e sul litorale, in particolare a Ostia. Pattuglie delle forze dell’ordine e dei vigili sono impegnate nei controlli e in particolare domani, tradizionale giorno della ‘gita fuori porta’, le verifiche intensificate oltre che in città, nelle ville e nelle spiagge, proprio ai caselli e sulle direttrici di uscita ed entrata. Si temono appunto trasgressioni per le tradizionali scampagnate e relativi pic nic. Per i controlli sul litorale usato anche un drone.

MILANO – Piazza Duomo semi deserta, vie del centro anche, strade senza traffico e qualche persona in più nei parchi: si presenta così Milano nel giorno della seconda Pasqua in zona rossa, nonostante il sole. Solo nelle principali aree verdi della città si sono visti milanesi passeggiare mentre per il resto sono pochissime le persone che si incontrano in giro, così come le macchine che girano per la città. Pochissime anche le iniziative per celebrare la Pasqua, tra queste la messa celebrata in Duomo da monsignor Mario Delpini, arcivescovo della città: “Vi auguro buona Pasqua con la benedizione del Signore: che possa essere un principio di novità, di conforto e incoraggiamento per voi tutti, per chi incontrerete, per i vostri cari e coloro che abitano i vostri affetti anche se in questi giorni non si possono raggiungere come si vorrebbe”, ha detto l’arcivescovo concludendo l’omelia per il Pontificale di Pasqua Monsignor Delpini ha poi portato il suo saluto al pranzo di Pasqua presso l’Opera Cardinal Ferrari, associazione che accoglie senzatetto e persone in difficoltà economica. Presente anche l’assessore regionale Stefano Bolognini.

RIMINI – Poca gente in spiaggia e sul lungomare a Rimini rispetto ad una Pasqua e a una domenica primaverile soleggiata pre-Covid. Seppure molte persone abbiano scelto di sgranchirsi le gambe dopo il pranzo festivo, gli ampi spazi della città romagnola, dai parchi alla battigia, hanno consentito di diluire i passeggiatori e dunque non si sono registrati finora assembramenti critici. Le forze dell’ordine pattugliano i luoghi più battuti, come predisposto dalla prefettura, ma con clemenza. E dunque chi staziona sulle panchine lungo la banchina del porto può godere di un po’ di prematura tintarella e con la mascherina abbassata non viene preso di mira dalle divise che pure vi passano di fianco. Molti non hanno fatto proprio l’obbligo di fare attività motoria solo in prossimità dell’abitazione e dunque prendono l’auto per raggiungere aree verdi o il mare. Tuttavia la quantità di gente per strada non ha nulla a che fare col movimento di persone che in questo periodo dell’anno vedrebbe in riviera già i primi turisti.

LIGURIA – In tutta la Liguria sono stati effettuati oggi controlli delle forze dell’ordine per verificare il rispetto della zona rossa anti covid ed evitare assembramenti. Polizia, carabinieri, vigili urbani e guardia di finanza hanno tenuto d’occhio in particolare le tante spiagge delle due riviere che sono risultate in generale deserte. Una vasta operazione di controllo è scattata tra l’altro sul litorale di Sanremo per verificare la regolarità delle persone che si trovavano in spiaggia, alla luce della recente istituzione di una zona rossa in provincia di Imperia. I militari si sono recati sia lungo l’Imperatrice che ai re Ponti, le due zone solitamente battute dai turisti, che hanno approfittato di questa calda, ma ventosa, giornata per prendere la prima tintarella. Per chi era in spiaggia è scattata l’identificazione e ora sono in corso le verifiche per stabilire per verificare la regolarità della loro presenza. E’ emerso che circa il cinquanta per cento delle persone controllate proveniva da fuori regione. Andare in spiaggia non è per forza una violazione, ma è necessario che la persona abiti, o abbia la seconda casa, nel raggio di poche centinaia di metri. Gli eventuali trasgressori saranno raggiunti da un verbale da 400 euro, ridotto a 280 euro se pagato entro cinque giorni dalla contestazione.