Napoli piange il suo primo street artist: Marcello “Zemi” aveva solo 45 anni

Napoli piange il suo primo street artist: Marcello “Zemi” aveva solo 45 anni

“Sei sempre stato pazzo, un artista esuberante e originalissimo”, lo ricorda il rapper Lucariello. Stamattina i funerali


NAPOLI –  Sono in lacrime gli amici di Zemi, così lo conoscono tutti. Uno dei primi writer di Napoli, Marcello Divano, in arte Zemi, 45 anni, si è spento prematuramente dopo aver lottato contro un brutto male. All’inizio degli anni ’90 con lui hanno iniziato tutti gli street artist della città, da Alberto Polo Cretara e Shaone de La Famiglia, alla nuova generazione rappresentata da Jorit. Ma tutti devono qualcosa allo street artist partenopeo: Cyop, Kaf, Eno, Demon, Chief, Mars, Skor e Ozon.

Con Polo fondò la crew Ktm. “Eravamo in due, lui era la Sna (Sistema non autorizzato), io la Ktm – spiega Polo da New York – pensammo di unirci nella Ktm, poi abbiamo sempre disegnato insieme. Zemi è stato sempre il mio partner “in crime”, nel nostro gergo così si chiama il compagno di bomboletta. Facevamo i graffiti insieme, in tutta Napoli di notte. E’ una grave perdita per me, Marcello è un pezzo di me che se ne va e un pezzo della città. E’ un artista a tutto tondo: ha realizzato graffiti di dimensione spropositata quando ancora nessuno disegnava sui palazzi e scolpiva persino nella roccia”. Polo e gli altri street artist napoletani a settembre scorso a Bagnoli hanno organizzato una raccolta fondi per sostenere le spese delle cure della malattia di Zemi vendendo opere e t-shirt. “La città è piena della sua arte, noi tutti dobbiamo molto a Marcello – prosegue Polo  – verrò a Napoli per chiedere al Comune di intitolargli qualcosa, uno spazio, uno skate park per i ragazzi dove poter disegnare: quello che noi è sempre mancato. Il film di Francesco Lettieri “Ultras” si chiude con un anziano signore che suona la chitarra, sullo sfondo di un Vesuvio di Zemi dipinto a Montesanto”.

Lo ricorda anche il rapper Lucariello con il quale condivideva le giornate nel giardino del loro liceo, il Palizzi. “La tua tag ovunque, le giornate nel giardino del Palizzi – scrive Lucariello – le serate allo studio, quella volta che io e Pepp’o red ti portammo in ospedale perché ti eri messo a saldare senza usare gli occhiali e non vedevi più… Sei sempre stato pazzo, un Artista esuberante e originalissimo come i tuoi Puppet che hanno dato vita e colore a un centro storico sempre più degradato. Grazie per tutto quello che ci hai dato, per aver contribuito alle fondamenta di questa meravigliosa storia che è l’hip hop napoletano. Dolore e tristezza nel cuore. Che ‘e cumbinat, Marcè”.

Questa mattina, alle 10:30, si sono celebrati i funerali di Marcello Divano, presso la chiesa di Materdei.

FONTE: REPUBBLICA.IT