Olesya Rostova non è Denise: quel sorrisetto in diretta insinua un dubbio, e l’avvocato non ci sta

Olesya Rostova non è Denise: quel sorrisetto in diretta insinua un dubbio, e l’avvocato non ci sta

“Questa adesso mi è sembrata una trappola”


ITALIA | RUSSIAOlesya Rostova non è Denise Pipitone. A confermarlo sono stati i risultati delle analisi del test del Dna effettuati qualche giorno fa sulla ragazza russa, che purtroppo hanno spezzato ogni flebile speranza. Si conclude così, a mezzo tv, dunque, l’ennesima falsa pista che aveva dato speranza a Piera Maggio e a tutta Mazara del Vallo. Ma a suscitare polemiche non è stata tanto la notizia in sé, ma per il modo in cui è maturata, con l’emittente televisiva russa Primo Canale che ha voluto chiaramente sfruttare la “pista italiana” fino all’ultimo, per ragioni di business.

“Olesya, intervieni tu, dacci il gruppo sanguigno e concludiamo questa storia che mi sembra assurda” – sono queste le parole con cui l’avvocato di Piera Maggio, Giacomo Frazzitta, si è trovato ad un certo punto ad esternare nel corso della trasmissione, intimando alla giovane di dire la verità, senza continuare con un’inutile spettacolarizzazione – “Datemi il gruppo sanguigno o vi saluto, questa mi è sembrata adesso una trappola”.

Ma a far innervosire oltre che l’avvocato anche tutti i telespettatori italiani, che tanto speravano che la tragica vicenda cominciata nel 2004 con la sparizione di una Denise allora bambina potesse finire nel migliore dei modi, è stata la reazione di Olesya alla comunicazione da parte di Frazzitta dei risultati negativi del test: un sorrisetto. “Poteva risparmiarsi almeno di ridere davanti al dolore di Piera Maggio”, oppure “Che epoca buia,. L’esaltazione del nulla, senza rispetto per la dignità altrui. Schifo”, “Sembra sia stato tutto preparato”; sono stati solo alcuni dei commenti di sdegno da parte del popolo italiano sul web.

“In Italia non avrebbero mai reso possibile una cosa del genere, non con queste modalità”, ha concluso Frazzitta, prima di lasciare per sempre la trasmissione e far così cessare definitivamente il capitolo russo di una storia che di falsi allarmi, a discapito della sofferenza di una madre, ne aveva già avuti molti.

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