Oscar 2021, i vincitori: Vinterberg commuove con la dedica alla figlia morta, Chloé Zhao entra nella storia

Oscar 2021, i vincitori: Vinterberg commuove con la dedica alla figlia morta, Chloé Zhao entra nella storia

Niente statuina per Laura Pausini, che ha incantato con la sua voce durante l’esibizione nel preshow sulla terrazza del Museo del cinema di Renzo Piano


LOS ANGELES – Questa notte si è tenuta la 93ª edizione dei premi Oscar a Los Angeles sia al Dolby Theatre che all’Union Station. L’evento si è realizzato dopo due mesi rispetto a quanto originariamente previsto, a causa della pandemia di Covid-19 che il mondo sta affrontando.

Proprio a causa della pandemia, quest’anno, i criteri di ammissibilità dei film sono stati modificati per far si che quelli inizialmente previsti per le sale cinematografiche, potessero ricevere le nomination nonostante la distribuzione streaming.A partire da questa edizione si è, inoltre, deciso di unire i due premi dedicati al sonoro in un’unica categoria, l’Oscar al miglior sonoro, riducendo il numero totale di categorie a 23.

Il premio più ambito, quello per Miglior Film, è stato vinto da Nomadland, lungometraggio di  Chloé Zhao già vincitore delLeone d’oro. La regista ha anche vinto il premio per la Miglior Regia, entrando nella storia dei premi Oscar come seconda donna ad ottenere tale riconoscimento. Nella categoria Migliore Sceneggiatura Originale ha trionfato Emerald Fennell con il film Una donna promettente. La statuetta d’oro è andata, invece, alla pellicola cinematografica Un altro giro (Druk) del regista danese Thomas Vinterberg va il premio come Miglior Film Internazionale. Vinterberg ha commosso tutti i presenti con un discorso di ringraziamento dedicato alla figlia, Ida morta a 19 anni in seguito ad un incidente stradale. “Volevamo fare un film che celebrava la vita – ha detto con le lacrime agli occhi – Abbiamo fatto questo film per te. Sei parte di questo miracolo”, riferendosi alla giovane figlia scomparsa.

Il premio come Miglior attore protagonista è andato a Anthony Hopkins per il film The Father – Nulla è come sembra, vincitore anche della categoria Miglior sceneggiatura non originale; mentre a portare a casa la statuetta per la Migliore attrice protagonista è stata Frances McDormand per la magnifica interpretazione nel film pluripremiato Nomadland. L’attrice sudcoreana Yoon Yeo-jeong è stata premiata, invece, nella categoria Miglior attrice non protagonista per il suo ruolo in Minari, mentre Daniel Kaluuya ha trionfato nella categoria Miglior attore non protagonista con la sua performance nel film Judas and the Black Messiah. Il film diretto da Shaka King basato su fatti realmente accaduto ha trionfato anche nella categoria Miglior Canzone Originale. Il brano Fight For You della rapper H.E.R ha sottratto la statuetta alla papabile vincitrice, Io sì di Laura Pausi, brano presente nel film di Edoardo Ponti, La vita davanti a sè con protagonista Sophia Loren. Nel preshow la Pausini era stata protagonista di un momento dalle forti emozioni dalla terrazza del Museo del cinema di Renzo Piano, ancora non inaugurato, con la performance del brano.

Per l’Italia, altra delusione, la sconfitta del team di Pinocchio di Garrone, sia nella categoria Migliori costumi, premio vinto da Ann Roth per Ma Rainey’s Black Bottom, che in quella come Miglior Trucco e Acconciatura la cui statuetta è andata aSergio Lopez-Rivera, Mia Neal e Jamika Wilson, sempre per il lungometraggio Ma Rainey’s Black Bottoms.

Il film Sound of Metal diretto da Darius Marder ha vinto ben due premi: quello come Miglior Montaggio andato a Mikkael E. G. Nielsen, e quello come Miglior Sonoro. I premi Miglior Scenografia e Miglior Fotografia sono andati invece al film Mank di David Fincher.

La Disney Pixar  ha trionfato nella categoria Miglior film d’animazione con Soul che ha portato a casa anche la statuetta nella categoria Miglior colonna sonora. Il premio Migliori effetti speciali, invece, è andato al lungometraggio Tenet.

Durante la serata sono stati consegnati anche degli Oscar speciali come quello Umanitario Jean Hersholt che è andato al commediografo, sceneggiatore, regista, attore e produttore cinematografico statunitense Tyler Perry.