Sanitari in protesta: “Vogliamo lavorare ma il vaccino non dev’essere un obbligo”

Sanitari in protesta: “Vogliamo lavorare ma il vaccino non dev’essere un obbligo”

In centinaia hanno protestato ieri a Roma contro la “scienza ricattatrice” al grido di “non siamo cavie” ed altri slogan simili


ROMA – “Ci sono state nascoste tante cose”, “Non siamo cavie”, perché questa è la “battaglia tra il principe delle tenebre, cioè la menzogna, e Dio”. Quindi la rivendicazione principale: ciascun lavoratore deve “valutare da sé il proprio stato di salute”. E’ la richiesta che si leva da piazza del Popolo, dove ieri a Roma sono scesi circa 400 tra infermieri e operatori sanitari. Una protesta organizzata dal comitato “Di Sana e Robusta Costituzione“, che nei suoi comunicati parla di “esperimento sociale” dove tutti sarebbero “al servizio della dittatura delle multinazionali per portare avanti, tramite l’accettazione incondizionata di un trattamento sperimentale, l’instaurazione di una nuova società disumanizzata”. Insieme ai lavoratori della sanità anche comuni cittadini. E più di qualche mascherina abbassata o perfino totalmente rimossa.

Da una parte si contesta l’obbligo che verrà inserito dal governo con conseguenti sanzioni sul lavoro, ma dall’altra c’è chi contesta la sicurezza dei vaccini. “Non siamo no vax – assicurano – siamo solo per la libertà di scelta. Il vaccino è ancora in fase sperimentale e non ci fidiamo a farcelo iniettare” spiegano alcuni. Vale la pena ricordare che la “libertà di scelta” ha portato nelle scorse settimane all’emergere di focolai in strutture sanitarie che in alcuni casi ha portato anche alla morte di pazienti.

FONTE: ILFATTOQUOTIDIANO.IT

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