Trent’anni di diritti e doveri mancati, viaggio in volo tra i campi rom di Giugliano

Trent’anni di diritti e doveri mancati, viaggio in volo tra i campi rom di Giugliano

Un tema che continua a dividere l’opinione pubblica


GIUGLIANO – Una vicenda, molto triste, che va avanti dagli anni ’90. Oltre tre decadi di rimpalli di responsabilità, condizioni di vita disumane, roghi tossici, odio razziale, attività illecite: è la storia delle comunità rom, sinti e camminanti sul territorio di Giugliano, arrivate con l’esodo dall’ex Jugoslavia e oggi cresciute a dismisura con nuove generazioni che alla cittadinanza italiana non hanno mai associato i rispettivi diritti e doveri.

Attualmente sul territorio ci sono tre campi, in linea d’aria distanti poche centinaia di metri l’uno dall’altro, con una popolazione totale di oltre mille persone connotata da una fortissima presenza di minori.

Uno è sulla circumvallazione esterna, ai confini con la città di Qualiano. Un altro, quello dei cosiddetti moduli, si trova invece a ridosso dell’area industriale, quella zona ASI che tra roghi e furti ha sempre subito gli effetti di una convivenza difficile. La cronaca racconta che proprio in quella zona si sono concentrati ultimamente gli enormi roghi di rifiuti che hanno colorato di nero il cielo di Napoli Nord.

Il terzo, invece, è sorto da poco ed è in piena espansione. L’insediamento è nato quasi due anni fa dopo lo sgombero del cosiddetto “fosso”, il campo voluto sul terreno dove una tragica esplosione distrusse la fabbrica di fuochi d’artificio Schiattarella. Lì i rom ci erano finiti dopo essere stati evacuati dalla discarica di Masseria del Pozzo. Nel maggio del 2019 fu l’amministrazione di Qualiano a rivolgersi alla Prefettura e ad ottenere l’intervento delle forze dell’ordine. Dopo l’andirivieni dal litorale domitio, dove furono respinti dai cittadini, gli oltre 400 sfollati scelsero un terreno privato in via Carrafiello, occupato abusivamente.

Nel corso di questi due anni il nuovo campo ha visto più che raddoppiare le proprie dimensioni e la propria popolazione, inglobando lo svincolo verso la fascia costiera che è diventato una sorta di checkpoint da attraversare con cautela. Proprio da quel campo sarebbero partite le minacce con finalità estorsive denunciate da molti agricoltori dei terreni vicini.

Appare fin troppo evidente che la questione rom non è risolvibile dal comune di Giugliano. Usata dalla politica nelle campagne elettorali e poi puntualmente dimenticata. La Regione Campania, intanto, ha stanziato quasi un milione di euro per il progetto Abramo che dovrebbe favorire l’inserimento soprattutto dei bambini.

L’opinione pubblica è spaccata da sempre, ma tutti concordano sulla necessità di superare la logica dei campi. Per il bene di tutti.