A Milano l’ultimo saluto a Carla Fracci: folla commossa ai funerali

A Milano l’ultimo saluto a Carla Fracci: folla commossa ai funerali

Mentre il feretro ricoperto di rose bianche veniva trasportato fuori è partita l’aria di “Sempre libera” tratta dalla Traviata di Giuseppe Verdi


MILANO – Accolto da un applauso è arrivato sul sagrato della chiesa di San Marco il feretro di Carla Fracci, l’étoile deceduta il 27 maggio, di cui si celebrano oggi i funerali. Alla cerimonia funebre sono presenti fra gli altri il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, il sindaco Beppe Sala, il sovrintendente della Scala Dominique Meyer oltre al marito Beppe Menegatti, al figlio Francesco con la sua famiglia. Sulla bara di Carla Fracci un grande cuscino di fiori bianchi. Ai lati i gonfaloni del Comune di Milano, della città Metropolitana e della Regione, oltre alle corone di fiori inviate dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dalla presidenza del Consiglio. Tante le persone che hanno voluto essere presenti alla cerimonia, molte rimaste fuori. Per questo motivo le porte della chiesa sono state lasciate aperte.

15.50 I funerali si sono conclusi, il feretro esce dalla chiesa sulle note di “Sempre libera”: oltre dieci minuti di applausi sul sagrato della chiesa gremita di milanesi. Brividi nella basilica di San Marco: mentre il feretro ricoperto di rose bianche veniva trasportato fuori è partita l’aria di “Sempre libera” tratta dalla Traviata di Giuseppe Verdi. Un pezzo cantato e non ballato, dunque. È uno dei momenti più belli dell’opera verdiana in cui Alfredo dichiara il suo amore a Violetta, una donna molto contesa e amata che risponde a quella dichiarazione così: “Sempre libera degg’io folleggiare di gioia in gioia, vo’ che scorra il viver mio pei sentieri del piacer. Nasca il giorno, o il giorno muoia, sempre lieta ne’ ritrovi, a diletti sempre nuovi Dee volare il mio pensier”. Il marito Beppe Menegatti è uscito insieme ai nipoti Giovanni e Ariele, alla sorella, all’assistente storica Luciana e al figlio Francesco mentre continua l’applauso lunghissimo all’étoile.