Assurdo nel napoletano, marito e moglie picchiano il medico di base: pretendevano l’esenzione

Assurdo nel napoletano, marito e moglie picchiano il medico di base: pretendevano l’esenzione

L’aggressione è stata prima verbale e poi  fisica. Sul posto sono intervenuti  i carabinieri


VOLLA – Ha veramente dell’assurdo quando accaduto in un ambulatorio medico a Volla dove il medico è stato aggredito da due pazienti che pretendevano di avere una esenzione che non gli spettava. A denunciare l’accaduto il sindacato Smi (Sindacato Medici Italiani), attraverso il segretario generale della Campania Luigi De Lucia, che ha espresso solidarietà al collega aggredito.

LA DENUNCIA

“Un medico di medicina generale di Volla, del Distretto 50 è stato aggredito da due pazienti nel proprio ambulatorio mentre lavorava, mettendo la sua opera al servizio dei cittadini. La causa dell’aggressione sarebbe scaturita  dalla pretesa da parte dei pazienti, marito e moglie, di pretendere un’esenzione che non era prevista per quelle patologie. L’aggressione è stata prima verbale e poi  fisica. Sul posto sono intervenuti  i carabinieri”.

“Non possiamo restare più in silenzio sul ripetersi  di episodi di violenza contro i medici di famiglia, che nella  pandemia sono stati esposti a grandi rischi, pagando in molti casi con la vita il loro impegno professionale sul campo”. Mentre, invece, aggiunge, i medici di famiglia sono stati anche vittima di “una campagna di denigrazione che contribuisce ad alimentare reazioni rabbiose dei pazienti come quelle avvenute a Volla”.

Smi: “Le istituzioni intervengano”

“Bisogna, per queste ragioni – conclude il sindacato Smi – ricostruire su basi nuove il rapporto fiduciario tra medico e paziente, che deve essere basato sul rispetto e sulla solidarietà; allo stesso tempo, però,  abbiamo il dovere di denunciare pubblicamente queste aggressioni per tutelare e difendere tutti i medici. Ci sembra, ormai, chiaro che non bastano solo le leggi  a tutelare dalle violenze i medici e gli esercenti delle professioni sanitarie, ma occorrono misure aggiuntive di tutela e di protezione per tutti i medici e per tutti i sanitari”.