Colori delle zone, l’indice Rt resta tra gli indicatori ma non sarà decisivo

Colori delle zone, l’indice Rt resta tra gli indicatori ma non sarà decisivo

Il nuovo orientamento di Istituto Superiore di Sanità, Ministero e Regioni


ITALIA –  Zona gialla, arancione e rossa. L’indice Rt calcolato sui sintomatici resterà tra gli indicatori di riduzione del rischio, ma non rappresenterà più un automatismo per determinare l’assegnazione dei colori alle regioni. Questo è quanto si apprende, da fonti, come riporta il Messaggero,  che lavorano alle modifiche dei parametri, in merito all’aggiornamento degli indicatori a cui lavorano Iss, Ministero e Regioni.

L’ACCORDO 

L’automatismo, come già annunciato, riguarderà esclusivamente l’incidenza dei contagi sulla popolazione e il tasso di ospedalizzazione (Rt ospedaliero). In generale, gli indicatori passeranno da 21 a 10 o 12. Lunedì è previsto un incontro tra tutte le componenti per un accordo definitivo.

LA POSIZIONE DELLE REGIONI

“La prima cosa da superare, vista anche la situazione contingente, è l’indice rt che andiamo a valutare”, aveva detto nei giorni scorsi il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, ritenendolo poco affidabile. In alternativa, per Fedriga “un indice da tenere in considerazione è il rt ospedaliero: fa capire se aumentano o diminuiscono le richieste di ospedalizzazione ed è un indicatore che può dare segnale importante, e che non dà una visione distorta”.