Covid, altro lutto nel napoletano: il dottor Angelino muore a 58 anni

Covid, altro lutto nel napoletano: il dottor Angelino muore a 58 anni

L’uomo era ricoverato al Cotugno di Napoli dove poi è deceduto


CARDITO – Lutto a Cardito, in provincia di Napoli, dove si piange la scomparsa del dottor Vincenzo Angelino, noto farmacista ed infermiere deceduto in seguito a complicanze derivanti dal Covid-19. Dopo la sua positività al Coronavirus, riscontrata lo scorso 1° maggio, il dottor Angelino era stato ricoverato all’ospedale Cotugno di Napoli, dove purtroppo è deceduto. I funerali del 58enne, impiegato nella farmacia De Pasquale di Cardito e molto conosciuto in città, si sono svolti nel primo pomeriggio di oggi, 10 maggio, nella chiesa di San Biagio.

A dare la notizia del suo decesso, il giornalista Raffaele Mugione, che su Facebook ha dedicato un lungo e affettuoso omaggio al farmacista:

“Fin da giovanissimo si era votato alla professione di farmacista e di infermiere, dedicandosi incessantemente al servizio degli ammalati e degli infermi come missione laica per il prossimo.
Eroicamente ha vissuto mettendo sempre il bisogno degli altri al primo posto, eroicamente è morto contraendo il virus letale, proprio nel servizio degli ammalati.
Enzo, 58 anni, celibe, già esperto farmacista, si è laureato anche in Scienze infermieristiche ed ha conseguito numerosi master. La sua grande preparazione professionale multidisciplinare lo ha portato a ricoprire anche il ruolo di tutor dei corsi di Tirocinio Clinico presso l’Università Luigi Vanvitelli. Farmacista espertissimo, infermiere dotto e sapiente, non meno di medicina e chirurgia, sapeva inquadrare e consigliare su problematiche e patologie che, spesso, sfuggivano addirittura al medico specialista. Curava con amore e maestria gli ammalati: ha condotto una vita virtuosa e beata, dedicandosi interamente a quanti avevano bisogno di cure ma anche solo di un consiglio competente e sapiente…
La sua battaglia contro il covid è iniziata lo scorso 1 maggio. Ricoverato d’urgenza all’ospedale Cotugno di Napoli, è spirato al cielo ieri 9 maggio, proprio al termine della supplica della Vergine di Pompei, quando si è concluso il suo calvario.
Per tutti è stato un Amico Sincero, un Fratello maggiore, Amorevole e Vero, un baluardo di carità cristiana, un faro di sapienza e di conoscenza.
Virtuosamente ha praticato sempre il bene, ha esercitato la prudenza, la giustizia, la fortezza e la temperanza, le virtù e la grazia, la fede, la speranza e la carità.
Che la Madre di Cristo lo accolta tra i Beati, tra gli Angeli e i Santi nella Gerusalemme Celeste perché possiamo testimoniare che, in Lui, nella tua Anima sempre gentile, la Carità si è incarnata fino a diventare concreta, esprimendosi sempre delicatamente, con Amore fraterno, verso chiunque gli chiedeva un consiglio, un aiuto per la propria salute.
In uno degli ultimi messaggi scrivevi: “Raffaele, sto coltivando eremitaggio e mortificazione della carne”, questa volta era per davvero!
Beatamente ha vissuto e santamente è volato al cielo, esercitando laicamente ed eroicamente le cristiane virtù che, a ragione, possiamo ritenere proprie dei servi di Dio.
L’intera comunità di Cardito si stringe intorno alla cara mamma Marianna, ai fratelli Giovanni e Marisa, all’amato nipote, Claudio”.