Donna di 26 anni muore dopo l’operazione all’utero: indagini in corso

Donna di 26 anni muore dopo l’operazione all’utero: indagini in corso

Il sospetto della procura è che qualcosa non sia andato per il verso giusto durante l’intervento chirurgico


ROMA – Due operazioni all’utero, Paola (nome di fantasia) muore a 26 anni. Un intervento non complicato, la conizzazione, potrebbe essersi trasformato in tragedia. Il condizionale è, tuttavia, d’obbligo perché adesso sarà il pubblico ministero a fare piena luce su ciò che è accaduto alla donna morta martedì, pochi giorni dopo un secondo intervento eseguito per salvarle la vita. Secondo le prime ricostruzioni, pare che il primo, per asportare del tessuto dall’utero, non sarebbe stato eseguito in modo corretto. Due operazioni su cui adesso è puntato il faro della procura eseguite in due diverse strutture.

L’ultima parola spetta al medico legale. Sarà lui a stabilire se effettivamente ci sia stato un nesso di causa. Ad occuparsi del caso è il pm Gianfranco Gallo che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti. Nel frattempo gli investigatori hanno sequestrato le cartelle cliniche nelle due strutture dove la donna è stata operata, la prima la casa di cura Santa Famiglia a Prati e poi all’ospedale Villa San Pietro. Gli inquirenti hanno sentito a sommarie informazioni alcuni parenti della vittima. I medici che hanno operato la giovane verranno ascoltati per ultimi. Il sospetto della procura è che qualcosa non sia andato per il verso giusto durante l’intervento chirurgico di conizzazione, generalmente eseguito in regime ambulatoriale con lo scopo di asportare le lesioni del collo dell’utero evidenziate durante colposcopia e biopsia cervicale. Un’operazione a cui la 26enne si è sottoposta lunedì 17 maggio nella clinica privata nel centro di Roma.

La ragazza, poche ore dopo l’intervento, come riportato da il Messaggero,  ha iniziato a stare poco bene. Un lieve malore, all’inizio collegato all’intervento. Una sorta di effetto collaterale transitorio. Eppure la condizione non migliorava. Per un paio di giorni è stata monitorata all’interno della stessa casa di cura, salvo poi decidere di trasportarla a Villa San Pietro quando lo stato di salute della giovane paziente ha iniziato a peggiorare. Qui la 26enne è stata sottoposta ad una nuova operazione. Tuttavia l’intervento riparatore non avrebbe sortito l’esito sperato dai familiari. La giovane ha iniziato a stare sempre peggio. In condizioni ormai irreversibili è stata portata al policlinico Gemelli. Qui i medici hanno fatto di tutto per strappare alla morte la 26enne, ma non c’è stato niente da fare.

Sotto choc i familiari della ragazza. Nessuno di loro aveva mai lontanamente ipotizzato un simile epilogo. La 26enne godeva di buona salute. Inoltre, l’intervento a cui si era sottoposta, non è considerato a rischio. «Non possiamo credere a quello che sta succedendo», hanno raccontato in lacrime ai medici e agli infermieri che hanno cercato disperatamente di salvare la ragazza. Già oggi il sostituto procuratore conferirà l’incarico al medico legale. Lo specialista, dovrà, entro sessanta giorni depositare una dettagliata relazione che permetterà di individuare eventuali responsabilità. Così si potrà iniziare a capire cosa è accaduto a Paola.