Evaso dal carcere l’assassino dell’edicolante Buglione: doveva scontare l’ergastolo

Evaso dal carcere l’assassino dell’edicolante Buglione: doveva scontare l’ergastolo

Il napoletano, conosciuto col soprannome di “Pippotto”, uccise l’uomo nel 2006 al Vomero


PERUGIA – È Domenico D’Andrea, conosciuto col soprannome di “Pippotto”, l’ergastolano evaso questa mattina dal carcere di Perugia, dove stava scontando l’ergastolo per l’omicidio di Salvatore Buglione, l’edicolante ucciso nel 2006 nel quartiere napoletano del Vomero. Un delitto che all’epoca sconvolse l’opinione pubblica: Buglione, ricostruirono gli inquirenti, fu aggredito da quattro giovanissimi per una rapina e accoltellato al cuore.

D’Andrea e altri due dei quattro fermati erano stati da poco rilasciati dal carcere perché avevano usufruito dell’indulto. Oggi l’uomo ha 38 anni, era stato condannato all’ergastolo. Secondo la ricostruzione sarebbe scappato approfittando del turno di lavoro: “articolo 21”, ovvero detenuto al quale era permesso uscire dalla struttura appunto per lavorare, si sarebbe allontanato da un’area nei pressi del carcere scavalcando una cinta bassa e sarebbe riuscito a far perdere le proprie tracce.

A dare notizia dell’evasione è il sindacato di Polizia Penitenziaria Sappe. “Adesso è prioritario catturare l’evaso – dice il segretario generale, Donato Capece – ma la grave vicenda porta alla luce le priorità della sicurezza (spesso trascurate) con cui quotidianamente hanno a che fare le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria del carcere di Capanne”. “In svariate occasioni il Sappe ha rappresentato e manifestato a gran voce la grave carenza di personale di Polizia Penitenziaria in servizio presso l’Istituto perugino di Capanne – aggiunge il segretario nazionale per l’Umbria Fabrizio Bonino – se fossero state ascoltate le continue denunce del SAPPE, probabilmente tutti gli eventi critici denunciati e questa stessa evasione non sarebbe avvenuta. E la cosa grave è che questi numeri si sono concretizzati proprio quando sempre più carceri hanno introdotto la vigilanza dinamica ed il regime penitenziario ‘aperto’, ossia con i detenuti più ore al giorno liberi di girare per le Sezioni detentive con controlli sporadici ed occasionali della Polizia Penitenziaria”.

Fonte: Fanpage