Focus Fiorentina – Napoli. La storia si ripete solo a metà. Azzurri a tre punti dalla Champions League

Focus Fiorentina – Napoli. La storia si ripete solo a metà. Azzurri a tre punti dalla Champions League

Al Franchi di Firenze, il Napoli s’impone per 2-0 nella trasferta più delicata di questo finale di stagione. Ai partenopei occorre un’ora per incanalare il match su binari favorevoli: prima Insigne poi un’autorete di Venuti fisssano il punteggio finale. Ed ora la Champions è a soli tre punti.


Insigne si appresta a segnare il suo gol numero 20 in campionato

FIRENZE – Al Franchi di Firenze, di scena Fiorentina-Napoli, valida per la penultima di campionato. Partita delicata per gli azzurri, alla luce degli eventi occorsi ieri pomeriggio allo Stadium, che obbligavano il Napoli, se ce ne fosse stato bisogno di conferma, al conseguimento dei tre punti contro la squadra di Iachini, già matematicamente salva ma desiderosa di “vendicare” lo 0-6 dell’andata. Il Napoli prevale nella ripresa, piazzando l’uno-due decisivo con il gol numero diciannove (record superato) di Insigne (56′) che ribadisce in rete il suo stesso rigore respinto da Terracciano. Il raddoppio è un’autorete di Venuti (67′), sfortunato a deviare il sinistro di Zielinski e battere l’incolpevole portiere viola. Napoli ad un passo dalla qualificazione in Champions, matematica se gli azzurri dovessero battere il Verona, nell’ultimo impegno stagionale.

COSA E’ PIACIUTO

Il deja vù si ferma a metà strada: dopo quanto accaduto, ieri pomeriggio allo Stadium, il timore che potessero ripetersi gli eventi che, tre stagioni fa, costarono uno Scudetto agli azzurri, era giustificabile. Fortunatamente, i partenopei mantengono alta la concentrazione e soprattutto si permeano della pazienza necessaria, in una partita tesa, nervosa. strana, che il Napoli ha faticato a prendere in mano, dopo un primo tempo in sordina, in attesa di un evento, una circostanza che avesse sbloccato il match, come poi avvenuto nella ripresa, con il gol di Insigne, dopo il quale la squadra di Gattuso ha preso il largo e ha tenuto ben salde le redini anche dopo il raddoppio di Zielinski (o autogol di Venuti). A conti fatti, la squadra ha fatto il suo dovere, in una partita dove contava più l’aspetto psicologico rispetto a quello tattico, tecnico o fisico. Prova superata ed ora c’è da chiudere il cerchio contro il Verona, per mettere la parola fine a questa stagione tribolata che, si spera, possa terminare con un lieto fine.

Gol e record superato per Insigne. Nel momento più delicato della partita, che faticava a sbloccarsi, il capitano trova il suo gol numero diciannove in campionato. Rigore trasformato con il brivido: la conclusione dagli undici metri è lenta e prevedibile ma fortuna vuole che Terracciano respinga il pallone proprio in zona del numero ventiquattro che insacca. Pochi minuti dopo, Lorenzo sfiora il raddoppio con il sinistro che si stampa sul palo, ma si rifà invitando il sinistro di Zielinski a infliggere a Terracciano il secondo dispiacere di giornata, con la coadiuvazione di Venuti, la cui deviazione è decisiva. Una partita, quella di Insigne, che va sintetizzata in questi tre episodi, che si susseguono a distanza di pochi minuti l’uno l’altro, ma tremendamente decisivi per le sorti di questa partita e dell’intera stagione dei partenopei. Senza dimenticare, la traversa colpita nel primo tempo. Protagonista di giornata e contro il Verona, caccia al gol numero 20 per chiudere in bellezza la sua straordinaria stagione, comunque vada.

Vlahovic non è il cliente più comodo da affrontare in questi ultimi tempi; Ribery è un calciatore ancora, a dispetto dell’anagrafe, capace di spostare gli equilibri se è in giornata. Va lodata, quindi, la prova della difesa azzurra che riesce a contenere il vigore atletico e la mobilità del giovane centraventi serbo e l’esuberanza e la fantasia del francese che, muovendosi a tutto campo riesce a creare qualche grattacapo. Bene la coppia centrale: Rrhamani oltre ad aver giocato una buona partita nella prorpia area di rigore, si rende protagonista in quella viola, procurandosi il rigore che sblocca il risultato. Bene anche Manolas, che si attacca a Vlahovic, seguendolo spesso a tutto campo, pur di evitare di dare modo, tempo e spazio per fare danni. Bene anche Hysaj e Di Lorenzo: buona la spinta del nazionale italiano sulla destra, compeonente ormai imprescindibile della catena composta da lui e Politano: diligente l’albanese che dalle sue parti non lascia passare nessuno, con le buone o con le cattive.

Se il Napoli non si prendere dalla frenesia e dall’impazienza di segnare; se il Napoli dimostra grande sangue freddo nella gestione del punteggio, anche quando ancora arenato sul pareggio; se la squadra non si fa trascinare dall’entusiasmo per aver sbloccato il match, lasciandosi infilare ingenuamente, grandi meriti vanno dati a Gattuso. Probabilmente alla sua penulttima partita sulla panchina azzurra, la prepara soprattutto mentalmente come meglio non potrebbe. Partita strana sotto molti aspetti, che avrebbe potuto produrre una moltitudine di insidie a causa degli eventi concatenati a questo Fiorentina-Napoli ma che il mister ha gestito benissimo, “dall’albergo” fino al campo, fino al fischio finale di Abisso.

COSA NON E’ PIACIUTO

Il primo tempo, dove il Napoli, si vedeva, ha giocato con il freno a mano tirato, per paura di sbagliare, magari anche a causa della scaramanzia. Ci si è messa anche la Fiorentina, che ha giocato la sua partita più che dignitosa, con l’ardore di chi avesse ancora tanto da chiedere a questo campionato. Per i viola c’era un’onta da lavare e l’orgoglio da difendere, dopo il tremendo 0-6 rimediato al “Maradona” nella partita di andata ed in campo la squadra gigliata si è messa in trincea, difendendosi e uscendo appena ne ha avuto la possibilità. Atteggiamento che il Napoli ha patito, anche per il ritmo (basso) che gli stessi azzurri hanno faticato ad alzare per quasi un tempo, rendendo più che mai prevedibili e facilmente disinnescabili le poche velleità partenopee.

Peccato che Mertens non riesca più ad essere un fattore. Da qualche settimana, il belga fatica ad entrare in partita negli spezzoni che Gattuso gli concede e chissà quanto incide il nervosismo di essere considerato, ora più che mai, la riserva di Zielinski, oggettivamente intoccabile, in questo momento ed in questo Napoli, unito ad un Europeo ormai prossimo che Dries non vuole perdere, rischiando l’ennesimo infortunio in una stagione, per lui, non fortunatissima. Comprensibile, ma resta comunque strano vedere il belga così avulso dal gioco, lui che di solito è un direttore d’orchestra di questa squadra. Aspettiamo un suo squillo contro il Verona ed, in generale, un Dries Mertens di nuovo faro di questa squadra che, per il carisma ed il talento, ha bisogno anche del suo contributo.

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