Focus Napoli – Cagliari. Vittoria e secondo posto persi in extremis: Nandez agguanta gli azzurri in pieno recupero

Focus Napoli – Cagliari. Vittoria e secondo posto persi in extremis: Nandez agguanta gli azzurri in pieno recupero

Finisce 1-1 nel pomeriggio del “Maradona”, tra Napoli e Cagliari. Al vantaggio di Osimhen nel primo tempo risponde Nandez in pieno recupero, impedendo agli azzurri l’aggancio al secondo posto.


Insigne uomo-assist contro il Cagliari

NAPOLI – Finisce con un mirabolante pareggio, la partita tra Napoli e Cagliari, nel pomeriggio della quartultima giornata di campionato. Al “Maradona” azzurri ed isolani impattano per 1-1 in un pareggio che serve a poco, sia all’una che all’altra squadra ma che, senz’altro, fa più bene al morale del Cagliari, autore di una prestazione importante, capace di mettere alle corde il Napoli mai in difficoltà come questo pomeriggio. Al vantaggio azzurro di Osimhen (13′), al quinto gol in sette partite, risponde Nandez in pieno recupero (93′) su una disattenzione difensiva degli azzurri. Due punti sprecati che spingono il Napoli, da un potenziale secondo posto, ai margini della zona-Champions, nella quale adesso rientra prepotentemente anche la Lazio.

COSA E’ PIACIUTO

La veemenza con la quale il Napoli è sceso in campo nella ripresa aveva fatto ben sperare; la maggiore intensità del ritmo di gioco, unito ad un baricentro più alto ha portato allo schiacciamento del Cagliari e alla produzione di palle gol una dopo l’altra, sprecate per banali errori di leggerezza, da una traversa clamorosa spaccata dal bolide di Demme e dalla bravura di Cragno. Il non aver segnato il raddoppio e il crollo fisico degli ultimi venti minuti hanno fatto in modo che il Cagliari rientrasse in gara, raggiungendo il meritato pareggio. Occasione sprecata.

Protagonista della partita, Meret mette le pezze più di una volta a salvaguardia del risultato, spesso in bilico contro un Cagliari mai domo, che si è preso i suoi rischi e legittimando, con il gol di Nandez, un punto che per certi versi potrebbe stare anche stretto. Merito, come detto, di Meret, che con almeno tre interventi provvidenziali, di puro istinto quello su Nandez nel primo tempo, di vero talento i due su Pavoletti, al quale nega la gioia del gol dell’ex. Forse potrebbe fare qualcosa in più sul gol di Nandez, che lo infila sul primo palo, ma la evra disattenzione, in quel caso, è di Hysaj, che si fa cogliere impreparato.

Quinto gol in sette partite. Finalmente une media gol convincente, ma la partita di Osimhen è positiva non solo per il gol ma anche per il movimento continuo ed il fastidio che crea alla retroguardia isolana. Il duello con Godin è un fattore della partita, con l’uruguagio spesso costretto a ricorrere al suo immenso bagaglio di esperienza per contenere l’esuberanza del nigeriano. Il centravanti ne segna uno, ne sbaglia un altro paio nel secondo tempo, e se ne vede annullare un altro ancora per un fallo (molto dubbio) sullo stesso Godin. Finalmente un punto di riferimento per l’attacco azzurro, nel quale adesso viene cercato con più frequenza con lunghe verticalizzazioni. Potrebbe fare anche di più, ma dopo una stagione come questa, meglio non eccedere con le pretese, ricordando cos’era Osimhen solo un mese e mezzo fa.

COSA NON E’ PIACIUTO

Crollo fisico del Napoli che negli ultimi venti minuti si concede, letteralmente al Cagliari che ottiene in extremis il meritato pareggio. La squadra ha pagato indubbiamente il forcing di inizio ripresa, quando la squadra ha dato il meglio dal punto di vista atletico, senza però ricavarne granchè. Complice il Cagliari che, al contrario, ha chiuso in crescendo la sua gara, mettendo alle corde il Napoli, chiudendolo nella propria metà campo. Neppure le sostituzioni sono servite a dare maggiore sostanza e schermatura contro le invettive cagliaritane, anzi l’aver infoltito il centrocampo con la quantità di Elmas e Bakayoko ha creato un effetto collaterale: la mancanza di un playmaker ha limitato tanto i rifornimenti per l’attacco, a quel punto, incapace anche di dare una mano in difesa.

La classifica torna ad essere un’incognita. Al noventesimo il Napoli era secondo, parimenti al Milan e l’Atalanta; se la Juventus vincesse ad Udine spingerebbe nuovamente i partenopei fuori dalla zona-Champions. Uno smacco, dopo tanta fatica ed un peccato dopo quanto fatto vedere in questo scorcio di stagione. Il pareggio di oggi alimenta le speranze della Lazio, che si porta, adesso, a sole tre lunghezze dagli azzurri con una partita da recuperare (16 Maggio, contro il Torino). Un pareggio che non ci voleva assolutamente ma che non deve, in nessun modo, minare la fiducia e la consapevolezza dei propri mezzi di questa squadra. Il calendario aiuta, ma senza la mentalità giusta, si rischia di buttare via punti come oggi, punti che potrebbero avere un peso specifico enorme al termine del campionato.

L’errore di Hysaj è imperdonabile perchè costa due importantissimi punti. Peccato per l’albanese che, fino a quel momento aveva disputato la sua onesta gara, di sudore e sacrificio, ma vanificandola facendosi sfuggire alle spalle Nandez che, contrariamente al primo tempo, centra il bersaglio. Errore gravissimo ai fini del risultato e sul piano personale, per un calciatore che, nonostante limiti tecnici evidenti, nell’ultimo periodo riusciva a dare una parvenza di sicurezza sul versante sinistro difensivo, per il quale andranno fatte opportune riflessioni in vista della prossima stagione, con l’albanese stesso in lista di partenza, Mario Rui nè carne, né pesce, e Ghoulam vittima delle sue fragili ginocchia.

Poco Insigne in questo primo weekend di Maggio. Entra nell’azione del gol, innescando Osimhen, ma dopo sembra spegnersi come una candela in debito di ossigeno. Mai veramente in partita, in quelle poche volte che vi entra sbaglia spesso la soluziome da prendere. Capita che anche lui incappi in una giornata scialba di contenuti durante questo periodo, per lui, di straordinaria brillantezza. C’è da dire, a sua discolpa, che il turnover non lo tocca minimanente, essendo tra gli insostituibili di Gattuso e questo fattore ha il suo peso in una prestazione come quella odierna, sotto la sufficienza, ma non di molto.

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