Focus Spezia – Napoli. I liguri colano al “Picco” sotto i colpi dell’implacabile Osimhen

Focus Spezia – Napoli. I liguri colano al “Picco” sotto i colpi dell’implacabile Osimhen

Napoli-show al Picco di La Spezia, ove la squadra di Gattuso s’impone agevolmente con un rotondo 4-1. Prima doppietta in Serie A per Osimhen; i gol di Zielinski e Lozano aprono e chiudono il match. Inutile il gol di Piccoli per la squadra di Italiano.


Prima doppietta in A per Osimhen

LA SPEZIA – Al Picco, il Napoli riprende la rimonta-Champions dopo l’intoppo casalingo contro il Cagliari, e lo fa nel migliore dei modi, imponendosi contro il modesto Spezia, con il corposo 4-1 finale, che ha visto in Victor Osimhen il suo principale protagonista. A referto del nigeriano va annotata al prima doppietta stagionale, andando in gol due volte già nel primo tempo,: al termine di una cavalcata solitaria (22′), poi con una bordata di destro sul finale di tempo (44′). Ad aprire le marcature ci aveva pensato Zielinski (15′). Nella ripresa, il gol dei liguri di Piccoli (64′) e quello di Lozano (79′), a fissare il risultato finale. In attesa dei risultati delle altre contendenti per la zona-Champions, la squadra di Gattuso s’insedia al secondo posto. E martedì, l’Udinese sarà ospite del “Maradona” nel turno infrasettimanale.

COSA E’ PIACIUTO

La partita del Picco la decide lui, Victor Osimhen, migliore in campo per dispersione. Due gol, un assist e una partecipazione attiva per tutta la gara. La sua gamba più fresca e riposata (cause di forza maggiore, i gol che gli danno fiducia, temperature più miti e la centralità del gioco che gli conferiscono i compagni di squadra lo stanno rendendo un’arma devastante nella parte finale di questa stagione. Prima doppietta stagionale che lo porta in doppia cifra in campionato. Il primo, un’accelerazione che Ismajli non riesce a contenere; il secondo un movimento astuto a sorprendere la linea difensiva spezina con botta finale alle spalle di Provedel. Aggiungiamoci anche la freddezza con la quale opta per l’assist a Lozano piuttosto che puntare alla tripletta. In questo momento è il calciatore forse più decisivo del campionato: potranno confermarlo i poveri Ismajli, Chabot e Marchizza, deputati a tenergli testa sui continui e devastanti allunghi di cui si rende protagonista.

Se Osimhen è il fattore assoluto di questa partita, il supporto determinante di Zielinski non può passare sotto traccia. Il polacco ha il merito di sbloccare il match, facendosi trovare ben appostato per infilare Provedel, premiando l’incursione di Di Lorenzo sulla destra, coadiuvato da Politano. Poco dopo, innesca Osimhen con una verticalizzazione da applausi, tagliando fuori la difesa ligure con un lancio teleguidato di oltre trenta metri. Il tutto in meno di venti minuti. Poi si vede meno, ma il suo dovere è più che fatto.

Torna al gol anche il buon Chucky, eterno bersaglio verbale di Gattuso, che lo richiama anche di notte, durante il sonno. Il messicano può finalmente sorridere in un periodo non particolarmente brillante, ancora in fase di “convalescenza” dopo l’infortunio a causa del quale ha perso la titolarità ddella fascia destra, a favore di Politano. Il gol potrebbe ridonargli lo smalto per affrontare queste ultime tre partite, dove servirà anche il suo apporto per agguantare la sudatissima zona-Champions.

Menzione di merito anche a Di Lorenzo, stakanovista azzurro che gioca tanto, e tante volte bene. Come oggi, al Picco. L’azione del primo gol nasce da una folata sulla fascia, in coalizione con Politano con il quale sta trovando sempre maggiore affiatamento. Nel complesso, però, il terzino azzurro (del Napoli e dalla Nazionale) si disimpegna bene anche in fase difensiva, a volte badando alla sostanza più che all’estetica, ma va bene anche così.

Gattuso la prepara bene, questa partita, ben sapendo che la squadra di Italiano pressa alto, a prescindere, ed a maggior ragione poichè la squadra ligure ha un bisogno vitale di punti-salvezza. Il Napoli ha finalmente trovato una sua identità di gioco, trovando la sua centralità nella velocità di Osimhen e l’inventiva di Zielinski ed Insigne. Forse pecca nella gestione delle sostituzioni: in una giornata di caldo, giocando alle 15, e con un turno infrasettimanale alle porte, si poteva tirare fuori Osimhen, Zielinski e Politano almeno una decina di minuti prima. Stavolta, gli azzurri non hanno pagato dazio sul piano fisico, diversamente rispetto a quanto visto contro il Cagliari.

COSA NON E’ PIACIUTO

L’infortunio di Mertens. Sperando sia nulla di grave (si parla di distorsione alla caviglia), è l’ennesimo episodio sfortunato di questo 2021 per il buon Dries, che festeggia il suo compleanno numero 34 come peggio non potrebbe, Entra, e si infortuna dopo neppure dieci minuti di gioco. Ci prova con tutte le forze a rimanere in campo, ma la caviglia dice di no, e sarebbe stato oltremodo folle rischiare di giocarvi sopra. Comprensibile la generosità del ragazzo nel voler offrire il suo contributo alla causa, ma davvero non era il caso si prendere un rischio così inutile ed illogico, con una situazione di punteggio sufficientemente acquisita. In bocca al lupo per rapido rientro.

Non è piaciuto l’atteggiamento con il quale il Napoli ha iniziato il secondo tempo. Ritmi blandi (giustificati dal 3-0 con il quale si è concluso il primo tempo) hanno permesso allo Spezia di mettere più spesso il naso nella tre-quarti azzurra, dando però raramente e realmente fastidio. Eccetto il gol, dove lo strappo di Marchizza non viene contenuto dalla mediana azzurra, e dal quale scaturisce il gol di Piccoli, dovuto ad un errato posizionamento delle marcature. Davvero doveva esserci Insigne a marcare sul colpo di testa di Estevez? Crediamo di no. Si erra sul 3-0, ma tanto è bastato per rinvigorire le, seppur poche, speranze dello Spezia di rientrare in una partita chiusa già all’intervallo.

Passo indietro per Fabian rispetto alle ultime prestazioni. Il baricentro alto dello Spezia e il pressing alto esercitato dagli uomini di Italiano tendono ad escluderlo dal gioco a causa della sua scarsa predisposizione a farsi consegnare il pallone in zone “calde”, compito più congeniale a Demme, il quale, quest’ultimo viene spesso lasciato solo, nel cuore del centrocampo, a tagliare e cucire gioco, in assenza dello spagnolo che, per lunghi tratti di gara, tende ad isolarsi sull’out di destra, dove quasi trova spazio e modo di lavorare con il suo sinistro.

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