Il complesso e stupefacente utilizzo dei fondi pubblici in Campania

Il complesso e stupefacente utilizzo dei fondi pubblici in Campania

A maggio 2020 risultava che la regione aveva ben 3,6 miliardi di fondi Ue ancora non spesi


Già a maggio del 2020, risultava che la regione Campania aveva ben 3,6 miliardi di fondi Ue, ancora non spesi! Incredibile, ma vero. Quindi, se da una parte si elevano i noti lamentosi pianti, dall’altra si palesa una evidente incapacità da parte delle istituzioni politiche campane, di utilizzare, in modo intelligente, preziose e utilissime risorse finanziarie.

Con questo, ovviamente, non si vuol fare di tutta l’erba un fascio, ma, per lo meno, esternare una immagine della politica campana che, di conseguenza parrebbe proprio non brillare. Infatti, per più persone, risulta essere incomprensibile che, ancora oggi, non si vadano ad utilizzare risorse messe a disposizione. Il tutto, inevitabilmente, non fa altro che incrementare dicerie e facili luoghi comuni. Un qualcosa che, di fatto, oscura quanto di buono e di bello si possa fare in Campania.

In poche parole, invece di perdere tempo in proclami dal sapore teatrale, la classe politica campana, sarebbe meglio che si mettesse a lavorare a testa bassa e, dunque, andasse a mettere in moto quei indispensabili e urgenti processi volti, tra l’altro, anche a velocizzare la spesa di detti fondi. Forse, sarebbe più opportuno, se non altro indispensabile, andarsi a concentrare su pochi ma buoni obiettivi! Sicuramente, queste sono tematiche alquanto complesse e delicate che, tuttavia, non possono essere obliate.

Anche perché, di persone capaci e pronte ad affrontare il duro lavoro in Campania non mancano. Eppure, più volte, emergono i lati negativi, che, poi, non fanno altro che tradursi in facili e stupide battute. Sembra quasi che la classe politica campana abbia una sorta di piacevole masochismo nel risultare inetta. Anche se ciò, in linea generale, non è vero, è, però, quello che si va a concretizzare nella cosiddetta opinione pubblica.

Il ragionamento è drammaticamente semplice quanto ovvio. Infatti, se il contadino del nord riceve fondi, si vedono i risultati, mentre se il contadino campano li riceve i risultati, il più delle volte, stentano ad apparire. Se poi, si volesse affondare il coltello nella piaga che affligge questa fantastica regione, sarebbe sufficiente osservare quanto è avvenuto a seguito del devastante terremoto in Friuli nel 1976 e l’altrettanto devastante terremoto avvenuto in Irpinia nel 1980. Un esempio che, senza molti dubbi, mette in luce tutta la differenza.

Verrebbe quasi spontaneo chiedersi il perché se, per esempio, esistono le piattaforme trading online per soddisfare chi predilige queste forme di investimenti, la classe politica della Campania, non in tutta la sua interezza ma nella sua maggioranza, appaia essere così incapace di governare un territorio ricco di bellezze e abitato, anche, da brave e volenterose persone.

Un mistero che si va sempre più infittendo, se si prova, solamente, ad addentrarsi nei complessi meccanismi messi in atto dai politici. È, in pratica, come si volesse condurre una utilitaria dalle grandi capacità o con la retromarcia inserita o, al massimo, in prima. Anche se, ovviamente, è assolutamente triste dover considerarlo, appare palese che l’utilizzo dei fondi pubblici in Campania risponda, nella maggioranza dei casi, più a logiche spartitorie che ad utilizzi volti a sviluppare le immense capacità del territorio campano.

Ora, senza voler palesare evidenti realtà, è, tuttavia, da ammettere che risorse come quelle fornite da luoghi simbolo come, per esempio, quello del sito archeologico di Paestum se fossero in mano non agli americani o ai cinesi ma, molto più semplicemente, ai nostri “cugini” francesi, rappresenterebbe una risorsa che, da sola, sarebbe sufficiente per far vivere bene tutta la popolazione della Campania.

Se poi, si volesse aggiungere stupende realtà come la Reggia di Caserta, la costa di Amalfi e di Salerno, Ischia e Capri, solo per ricordare alcune delle mete turistiche note a livello planetario, emerge un quadro molto chiaro di una incapacità, quasi insolente, della classe politica campana.

Andando a concludere, il vero problema della Campania è individuabile dalla volontà politica di non fare quello che effettivamente andrebbe fatto, ovvero non si fa altro che dare le colpe agli altri piuttosto che a se stessi.