Mugnano: “Vaccino per tutti al Liceo Segrè”. Tanti giovani in fila, poi il dietrofront dopo un malore

Mugnano: “Vaccino per tutti al Liceo Segrè”. Tanti giovani in fila, poi il dietrofront dopo un malore

A tutti i presenti è stato intimato di dichiarare il falso registrandosi come “caregiver” sull’apposita piattaforma, così da poter ricevere la dose


MUGNANO – Risaliva a questa mattina la notizia dell’apertura del punto vaccinale di Mugnano, situato presso il Liceo Segrè, a tutti coloro che si fossero iscritti alla piattaforma e presentati sul posto come caregiver, ossia, testualmente, persone che “prestino assistenza gratuita e quotidiana ad un proprio parente di primo grado non autosufficiente fisicamente e/o mentalmente”. La voce era arrivata in breve tempo a tutti, da adulti a ragazzi, e il centro si era popolato in poco tempo. Ricevere prima del tempo prestabilito dal governo una dose di AstraZeneca o, ancor meglio, di Johnson&Johnson ( i due vaccini a detta degli organizzatori disponibili per l’inoculazione) è subito risultata ghiotta agli occhi di molti.

Tuttavia, a suonare strano, era stata proprio la richiesta da parte del personale ivi presente di registrarsi sull’apposita piattaforma come “caregiver”, il che sarebbe stato, per molti, equivalente a dichiarare il falso. Sono stati diversi coloro a rendersi conto che, in realtà, sarebbe stato un rischio non da poco prenotarsi come tali pur non essendolo, anche e soprattutto in virtù delle “conseguenze civili e penali” previste dalla legge e sottoscritte al momento della registrazione per coloro che dichiarino una condizione non veritiera. Ma ricevere il vaccino, soprattutto per i più giovani, che si sa, sono tra quelli più desiderosi di tornare al più presto alla normalità, era qualcosa per cui valeva la pena rischiare.

Ed in effetti questa mattina a Mugnano tanti hanno inspiegabilmente ricevuto la loro dose essendosi iscritti sotto la sopracitata categoria. Tanti altri, invece, pur essendosi già registrati, non hanno potuto comunque vedere accontentato il lodo desiderio dato che, ad un certo punto, una giovane ragazza di 18 anni è stata colta da un malore improvviso dovuto ad un attacco di panico, e dunque la somministrazione delle dosi a tutti gli under 40 è stata immediatamente sospesa, e il luogo sgomberato (tranne che da coloro che potevano trovarsi lì secondo i piano vaccinale regionale).

L’accaduto ha evidentemente dell’incredibile dato che, tra le altre cose, ci si chiede soprattutto come sia stato possibile ricevere la dose in quanto “caregiver”, pur non avendo il personale sanitario presente visionato le certificazioni adeguate, fino ad ora tassativamente sempre richieste su tutto il territorio campano. La domanda, dunque, sorge spontanea: da chi è stato davvero organizzato l’evento? I responsabili del personale sanitario ne erano a conoscenza? Erano tra quelli che hanno incentivato la registrazione sotto falsa dichiarazione alla piattaforma dedicata? Nell’attesa che sia fatta chiarezza su una vicenda che tutto sembra tranne che trasparente, ricordiamo ai nostri lettori che, come disciplinato dall’articolo 495 del Codice Penale, qualunque persona dichiari il falso mentendo sulla sua identità, lo stato o le qualità della propria persona o di un soggetto terzo, può essere punito con la reclusione che va da uno ai sei anni.