Napoli, documenti falsi per immigrati clandestini: le indagini dopo gli attentati di Parigi

Napoli, documenti falsi per immigrati clandestini: le indagini dopo gli attentati di Parigi

Tra gli arrestati risulta esserci anche un pubblico dipendente del Comune di Napoli in qualità di addetto al settore rilascio e rinnovo delle carte di identità


NAPOLI – Il 5 maggio 2021, il ROS – col supporto in fase esecutiva del Comando Provinciale Carabinieri di Napoli – ha dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa dal Tribunale di Napoli, nei confronti di 14 soggetti ritenuti gravemente indiziati a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, corruzione, falso ideologico e materiale. 

Le indagini dirette dalla Procura della Repubblica di Napoli, che hanno portato all’odierna misura cautelare sono state avviate all’indomani dei gravissimi attentati terroristici che hanno colpito, tra il 2015 e il 2016, Francia e Belgio, permettendo di documentare l’esistenza e operatività nel capoluogo partenopeo di un’organizzazione – composta da cittadini di nazionalità afghana, pakistana ed italiana – dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina di extracomunitari pachistani, indiani, tunisini, marocchini, afghani, ucraini e russi, in alcuni casi provenienti da aree di crisi. 

In particolare il 07.01.2015 a Parigi veniva attaccata la sede del giornale satirico Charlie Hebdo, il 13.11.2015 avveniva attacco multiplo al teatro Bataclan, allo Stade de France ed a tre ristoranti parigini, il 22.03.2016 avvenivano degli attacchi simultanei presso l’aeroporto e presso una Stazione della metro della città di Bruxelles, il 14.07.2016 a Nizza un soggetto a bordo autocarro investiva volontariamente la folla presente sulla Promenade des Anglais.

Il sodalizio, dietro compenso, ha favorito l’ingresso/permanenza sul territorio Nazionale – e conseguentemente in tutta l’area Schengen – di extracomunitari privi dei requisiti per l’ottenimento del permesso di soggiorno. Peraltro l’organizzazione estendeva la propria operatività fuori dei confini nazionali: è emerso, infatti, come gli indagati, in contatto con soggetti localizzati in Belgio e Francia, riuscissero ad ottenere la regolarizzazione a Napoli di extracomunitari dimoranti in quegli stati ai quali veniva materialmente recapitato il documento di soggiorno italiano previa corresponsione del compenso.

Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di individuare in un internet point di Napoli la base logistica dell’organizzazione che, soprattutto attraverso la creazione di documenti falsi (certificati di residenza, dichiarazione di ospitalità, certificati di conoscenza lingua italiana, contratti di lavoro, iscrizione a camera di commercio come commerciante, dichiarazione reddituale fasulla, nulla osta alloggiativo) riusciva a conseguire titoli abilitativi alla permanenza nel territorio nazionale.

Tra gli arrestati risulta esserci anche un pubblico dipendente di una Municipalità del Comune di Napoli che in qualità di addetto al settore rilascio e rinnovo delle carte di identità, all’emissione di certificati di residenza o presa in carico di trasferimenti di residenza, alle variazioni di stato di famiglia – indebitamente riceveva o ne accettava la promessa, di somme di danaro, al fine di compiere atti contrari ai doveri d’ufficio, secondo un tariffario stabilito dallo stesso pubblico ufficiale a seconda del tipo di atto da compiere.

Le indagini permettevano anche di documentare che i guadagni illeciti venivano trasferiti, mediante transazioni bancarie e circuiti di Money Transfer, presso conti attestati in Pakistan, o attraverso l’hawala che permette il passaggio di ingenti somme di denaro tra soggetti in differenti nazioni, senza alcuna movimentazione di denaro in quanto basato su un prestito/anticipo fiduciario di denaro.

Sono state emesse nr. 1 misura cautelare in carcere, nr. 2 misure cautelari agli arresti domiciliari e nr. 11 misure cautelari dell’obbligo di dimora (tra cui nr. 8 soggetti di nazionalità pakistana di cui 5 attualmente irregolari sul territorio italiano e nr. 3 soggetti italiani dediti alla creazione di documentazione lavorativa falsa). Contestualmente alle misure cautelari, è stato eseguito un decreto di sequestro preventivo dell’internet point, gestito dal principale indagato quale base operativa del sodalizio.

I NOMI

NAVEED Iqbal, nato in Pakistan il 22.9.1980, commerciante, pregiudicato, DESTINATARIO MISURA CAUTELARE IN CARCERE;

AVERAIMO Pasquale, nato a Napoli il 28.3.1956, DESTINATARIO MISURA CAUTELARE ARRESTI DOMICILIARI;

CHAJAOUNE Lahoussine alias Hocine, nato in Marocco il 30.10.1973, nullafacente, incensurato, DESTINATARIO MISURA CAUTELARE ARRESTI DOMICILIARI;