Napoli, l’unico liceo serale della Campania rischia la chiusura: una petizione per evitarlo

Napoli, l’unico liceo serale della Campania rischia la chiusura: una petizione per evitarlo

La testimonianza di Rita, ex studentessa di Giugliano: “Quella scuola è innanzitutto famiglia, oltre ad insegnare la cultura, insegnano a vivere, ti spronano, gli insegnanti sono delle persone altamente preparate ed umane”


NAPOLI –  “L’unico Liceo serale della Campania, quello dell’Istituto Margherita di Savoia di Napoli, Liceo delle Scienze Umane opzione Economico-Sociale, sta per essere chiuso senza alcuna motivazione”.

Questa la petizione presentata a Patrizio Bianchi, ministro dell’istruzione, su change.org. A promuoverla la professoressa responsabile del corso serale, sostenuta da tutti i docenti della scuola.

“La sua chiusura – spiega la professoressa – priverebbe  molti giovani e meno giovani del territorio  di un’offerta formativa unica in tutta l’Italia meridionale, dove i corsi serali presenti sono solo ad indirizzo tecnico e professionale.

Il corso serale del Liceo  Margherita di Savoia esiste da 33 anni e ha consentito a moltissimi studenti di proseguire il proprio percorso di studi con l’Università, forti di una formazione qualificata e completa.

Studenti di tutte le età e provenienze hanno trovato nel nostro liceo stimoli e opportunità per accedere al mondo del lavoro nei più diversi ambiti e di intraprendere attività di carattere sociale o di mediazione culturale.

Chiediamo pertanto che il nostro Liceo possa continuare a svolgere la sua funzione formativa, culturale  e di accoglienza che lo ha sempre caratterizzato durante la sua lunga storia”.

Il corso serale del Liceo Margherita di Savoia è nato ben 33 anni fa. Da allora moltissimi, brillanti, studenti si sono formati. Tra questi c’è  Rita Esposito, giuglianese, oggi laureata in sociologia, che ci ha raccontato la sua esperienza nella struttura.

“Mi sono diplomata in questa scuola circa 4 anni fa – dice Rita – È l’ unico liceo serale che esista in Campania, ma mi creda, è una realtà a se stante! Posso affermare e dimostrare che questa scuola funziona in un modo grandioso, grazie ai professori che insegnano, alla loro offerta formativa, alla loro umanità e soprattutto alla loro capacità di far integrare gli studenti! Grazie a questa scuola io, e tante altre persone come me, abbiamo avuto la possibilità e la fortuna di riscattarci! Grazie a loro io mi sono perfino laureata in sociologia e son ancora in stretto contatto con due professoresse, con le quali ho instaurato un vero e proprio rapporto di amicizia. A tutti – spiega la ragazza di Giugliano – era data l’opportunità di studiare ed imparare. Ad esempio, a frequentarla, c’erano molti  ragazzi immigrati, di varie etnie, ed erano i miei migliori amici! Ci tengo a sottolinearlo per far capire come questa scuola sia aperta in tutto e per tutto all’integrazione di ogni tipo di persona: lì si sono diplomate persone di tutte le età e di tutte le etnie! Non esagero nel dirlo, ma questa scuola mi ha cambiato la vita. Se non l’avessi frequentata non sarei quella che sono adesso! Quella scuola è innanzitutto famiglia, oltre ad insegnare la cultura, insegnano a vivere, ti spronano, gli insegnanti sono delle persone altamente preparate e umane. Non ci posso credere che vogliano fare un atto così ingiusto e crudele”.

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