Pozzuoli, odissea ‘Tassinari’: scuola chiusa, i genitori degli studenti chiedono chiarezza

Pozzuoli, odissea ‘Tassinari’: scuola chiusa, i genitori degli studenti chiedono chiarezza

I lavori di adeguamento alle norme antisismiche non sono mai stati effettuati


POZZUOLI – La Didattica a distanza che da eccezione diventa la regola. Ben 700 studenti costretti a studiare a casa perché impossibilitati a tornare in presenza. È la situazione paradossale, assurda per certi versi, che si sta verificando all’Itis ‘Tassinari’ di Pozzuoli.

La necessità di effettuare degli interventi strutturali di adeguamento alle nuove norme anti sismiche aveva portato alla chiusura del plesso che, di fatto, dal dicembre scorso non ha mai più riaperto. Ecco che, da quel momento, i genitori combattono per sapere la verità e per un ritorno alla normalità che, in termini scolastici, sarebbe davvero fondamentale.

“I ragazzi – dice Angelo Angellotti, papà di uno degli studenti del plesso scolastico in questione – di fatto da dicembre non hanno più avuto la possibilità di tornare tra i banchi. Seppur non abbiano perso nulla dal punto di vista della didattica, grazie ad un corpo docenti encomiabile, hanno perso tanto sul piano della socializzazione. Basti pensare a coloro che frequentano oggi il primo anno e che non hanno avuto mai modo di conoscere dal vivo i loro compagni: è una situazione davvero incredibile”.

La società proprietaria dell’immobile si era immediatamente detta disponibile a fornire a Città Metropolitana tutta la documentazione necessaria propedeutica agli interventi da effettuare. Eppure non è bastato: “La parte dell’istituto che ospita le aule – prosegue – era stato giudicato idoneo a seguito di adeguate analisi sulla struttura eppure, dopo alcuni iniziali interventi, Città Metropolitana ha nuovamente bloccato i lavori chiedendo un’ulteriore integrazione alla società proprietaria del plesso.

A noi tutto questo è sembrato strumentale anche perché il Vice Sindaco metropolitano Marrazzo si era detto disponibile nel giro di una settimana a dare autorizzazione alla riapertura ma ad oggi questo impegno è stato disatteso proprio a seguito di richiesta di nuova integrazione. Il tutto mentre analisi tecniche compiute avevano invece dimostrato che in quella parte dell’istituto gli interventi di rafforzamento possono essere eseguiti nei prossimi due anni e non immediatamente”.

Sembra, agli occhi di un osservatore esterno, del più classico scarico di responsabilità. E a farne le spese sono soltanto gli studenti che non conoscono il loro futuro e rischiano di essere trasferiti altrove: “Ma la particolarità dell’istituto è che ha bisogno di determinati spazi e laboratori che non ci sarebbero altrove – sottolinea ancora il signor Angellotti -. Dunque uno spostamento non garantirebbe il servizio che sarebbe stato invece garantito al Tassinari. Siamo infatti di fronte ad un istituto storico e ad un’eccellenza del nostro territorio per le attività svolte. Stiamo parlando, tra studenti e personale, di 1000 famiglie che ad oggi non conoscono ancora quello che accadrà. Noi continueremo a lottare perché venga fatta chiarezza e perché prima possibile, già quest’anno, l’istituto possa essere riaperto: perderlo sarebbe dal punto di vista culturale una grande sconfitta per la nostra città”.