Qualiano e Napoli piangono la giovane Martina: aveva raccontato il cancro sul suo blog

Qualiano e Napoli piangono la giovane Martina: aveva raccontato il cancro sul suo blog

“Forse – diceva – il mio tumore poteva essere visto un po’ prima se invece di studiare i medici avessero agito. Ma tant’è che quest’è”


NAPOLI/QUALIANO – Martina Tabacchini non c’è più. La giovane donna, napoletana, che aveva anche parlato apertamente della battaglia contro il male che l’affliggeva da tempo, lascia un grande vuoto nelle comunità di Qualiano e Napoli. A dare notizia della sua morte è proprio la Pro Loco del comune della periferia nord. Questo è quanto si legge sulla pagina Facebook:

“Un altro Angelo sale al Cielo, Martina Tabacchini, ragazza dolce e solare,figlia di Ciro un amico di questa pro loco, Presidente dell’associazione diabetici di Qualiano, Che la terra ti sia Lieve RIP”.

La sorella di Martina, Manuela, è una giocatrice del Chievo Verona Women. Anche la squadra clivense rivolge un pensiero alla donna scomparsa: “Il ChievoVerona Women F. M. si stringe attorno a Manuela Tabacchini per la prematura dipartita della sorella Martina. Da parte di tutto il mondo gialloblù un forte abbraccio e condoglianze a Manuela e alla sua famiglia”.

“Ho vissuto in Ecuador per 3 anni fino a che non ho scoperto di avere un tumore che mi ha portata a tornare in Italia per curarmi. Questo è il mio racconto, o per lo meno ci provo. Prima era n’altra cosa sto blog”, questo quello che scriveva Martina via social.

“Era venerdì il giorno che sono entrata in ospedale, di pronto soccorso – spiegava Martina – ‘ma sì, sarà anemica, le fanno una trasfusione e poi via!’… ed invece mi hanno infilato un sondino naso-gastrico che ha fatto uscire quasi un litro di bile dallo stomaco. Mi hanno ricoverata e da quel momento non ho più capito niente.

Mi ricordo di una gastroscopia senza sedazione, mi ricordo del sondino che mi ha impedito di ragionare, ricordo la paura della solitudine, e poi i medici che mi chiamavano in una stanza a parte per dirmi che il cancro era tornato.

L’ulcera era una lesione dovuta al cancro, cancro che era esattamente dopo l’occlusione duodenale che i gastroenterologi ‘non avevano visto’ perché l’occlusione era così serrata da non poter (o voler) approfondire l’indagine. Cancro che stava là da un bel po’, visto che il mio fegato attualmente è ripieno di metastasi, e non di ‘buchi sotto osservazione’ come dicevano. Cancro che FORSE (e lo dirò solo una volta, perché è inutile piangere sul latte versato) FORSE poteva essere visto un po’ prima se invece di studiare i medici avessero agito. Ma tant’è che quest’è”.