Strage del Mottarone, il piccolo Eitan si è svegliato: “Dove sono mamma e papà?”

Strage del Mottarone, il piccolo Eitan si è svegliato: “Dove sono mamma e papà?”

Il bimbo di 5 anni ha trovato la zia accanto a lui in ospedale: non sa che i genitori e il fratellino sono morti


ROMA – Una sola domanda, struggente, alla quale è ad oggi troppo doloroso rispondere: “Dove sono mamma e papà?”. L’ha rivolta ieri il piccolo Eitan alla zia. Lui, appena 5 anni, è l’unico sopravvissuto alla tragedia della funivia Mottarone.

È ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale Regina Margherita di Torino e da ieri è cosciente. Le sue condizioni sono in costante seppur lento miglioramento. Ma i problemi al torace restano e allora i medici hanno deciso di non sciogliere ancora la prognosi. Quando il piccolo ha aperto gli occhi ha trovato solo la zia accanto a sé. Per volontà degli psicologi, peraltro, la donna non si è mai staccata da lui.

E da ieri, le prime domande. Quelle semplici, ma che fanno male. Perché oggi, purtroppo, bisogna mentirgli per cercare di farlo stare bene. Bisogna mentire su quello che è successo ai genitori, Amit Biran e Tal Peleg, e al fratellino Tom, tutti morti in quel maledetto pomeriggio.

Qualcuno dovrà pagare per quanto accaduto. Se ci sono come sembra responsabili la giustizia dovrà fare il suo corso. E così, mentre i corridori del Giro d’Italia hanno devoluto al bimbo i premi della gara, a Verbania oggi è la volta dell’interrogatorio di garanzia dei tre fermati – Luigi Nerini, proprietario di Ferrovie del Mottarone, il direttore dell’esercizio, Enrico Perocchio, e il capo servizio, Gabriele Tadini – davanti al gip Donatella Banci Bonamici.