Tante morti sul lavoro, Camerlingo (RC Safety): “Più formazione per evitare tragedie”

Tante morti sul lavoro, Camerlingo (RC Safety): “Più formazione per evitare tragedie”

Un fenomeno in preoccupante aumento con numeri superiori rispetto allo scorso anno


GIUGLIANO – Ben 185 denunce di infortunio mortale nel primo trimestre 2021, 19 in più rispetto allo stesso periodo del 2020. Sono i numeri, tremendi, del fenomeno relativo alle ‘morti bianche’, le morti sul luogo di lavoro. Un fenomeno quasi dimenticato per il lockdown dello scorso anno, con la chiusura della maggior parte delle attività produttive, ma che in realtà esiste ed è preoccupante.

Tante, purtroppo, le persone che hanno perso la vita nello svolgimento del proprio lavoro. E molti di questi giovanissimi. Raffaele Camerlingo, esperto del settore sicurezza sul lavoro e titolare della RC Safety, ha espresso il suo pensiero sul tema e su ciò che sta accadendo.

“La morte di Luana, la giovane mamma che ha perso la vita finendo dentro l’ingranaggio di un orditoio di una azienda tessile dove lavorava – ha affermato – ha riportato visibilità ad una tragedia continua, quella delle morti sul lavoro. Di recente due nuovi incidenti mortali, uno in Sicilia dove ha perso la vita un sedicenne, schiacciato dal trattore che guidava e un altro a Busto Arsizio, dove un uomo è rimasto incastrato da un’enorme fresa industriale dove lavorava”.

“I dati – ha proseguito – ci riportano ad un’emergenza nazionale: il mancato rispetto delle regole per la sicurezza sul lavoro purtroppo è un tema che non ha confini, il non utilizzo di Dispositivi di protezione individuale e la rimozione delle protezioni dalle macchine è la conferma di poco rispetto per le regole dettate dal Decreto Legislativo 81 del 2008, sia da parte del datore di lavoro che dei lavoratori”.

“Non si può parlare di un’emergenza dovuta alla ripartenza delle attività lavorative. Basti pensare che nel 2019 gli infortuni mortali sul lavoro sono stati 783 mentre nel 2020, nonostante il Covid, sono arrivati a 1056 e in questi primi 5 mesi del 2021 la percentuale rispetto agli anni precedenti è già più alta del 25%”.

Ci si chiede quindi quale possa essere la ricetta giusta per ridurre drasticamente queste percentuali che oggi mettono i brividi: “Non è con le sanzioni più salate che si risolve il problema delle morti bianche – ha concluso Camerlingo – ma è necessario parlare molto di più di Sicurezza Lavoro all’interno delle aziende e tra i lavoratori, garantendo a questi ultimi una formazione più pratica ed un addestramento sempre più concreto all’interno degli stessi ambiti lavorativi. Oggi una giovane donna non vedrà più suo figlio di 5 anni, un ragazzo di appena 16 non potrà più vivere tutto il tempo che aveva davanti: giornate come queste non dovrebbero mai esserci”.