Villaricca, il padre, ex poliziotto uccise sua madre. La figlia: “Voglio giustizia!”

Villaricca, il padre, ex poliziotto uccise sua madre. La figlia: “Voglio giustizia!”

La ragazza, oggi maggiorenne, lancia anche un appello contro i femminicidi a pochi giorni dalla festa della mamma, che da allora non può più festeggiare: “Basta con questa assurda violenza!”


VILLARICCA – Accadde tutto la mattina del 7 maggio 2012.  Una donna di 36 anni, Alessandra Cubeddo, fu trovata morta in una abitazione di Villaricca. Quando recarono in via Leonardo da Vinci gli agenti trovarono la donna a terra senza vita, riversa in una pozza di sangue.

Ad ucciderla fu il compagno di 59 anni, Michele Perrotta, ex poliziotto, che fu fermato dalla polizia, interrogato ed arrestato. Ad avvertire le forze dell’ordine fu il fratello dell’uomo. Alessandra Cubeddo, originaria di Gragnano, aveva vistose ferite al capo e fu uccisa dal compagno non con un corpo contundente ma a mani nude. I vicini, interpellati subito dopo i fatti, descrissero la coppia come persone tranquille.

Aveva 9 anni ed era a scuola la figlia della coppia. Una figlia, oggi 18enne, che non si dà pace per quella terribile tragedia, per quel trauma che si porterà dietro per tutta la vita. “E’ incredibile – dice alla nostra redazione – che mio padre (attualmente in carcere, condannato a circa 10 anni, ndr), subito dopo quell’orribile delitto, si andò a bere una birra come se niente fosse. Io voglio giustizia perchè lui pagherà troppo poco per quello che ha fatto. Voglio giustizia perchè mia madre possa finalmente riposare in pace”.

L’emergenza femmincidi, che in Italia e non solo è una piaga che esiste da tempo, è sentita ancor di più da chi, come la ragazza del nostro racconto, è cresciuta con un dolore inaccettabile da sopportare. Ed è proprio per questo che, a pochi giorni dalla festa della mamma, che purtroppo, da quel maledetto giorno, non può più festeggiare, lei lancia questo appello:

“Basta, basta davvero con la violenza sulle donne e soprattutto con i femminicidi! Come fate continuare a vivere sapendo di aver ucciso mogli, madri e compagne di vita? Mi auguro – conclude – che tutti possano continuare a celebrare la festa della mamma ed altre ricorrenze senza dover subire un dolore così atroce”.