Zona gialla Campania, Lazio, Lombardia e altre regioni: attesa nuovi parametri

Zona gialla Campania, Lazio, Lombardia e altre regioni: attesa nuovi parametri

Bocciata la proposta delle Regioni che avrebbero voluto l’eliminazione completa dei colori per il passaggio ad un sistema di fasce di rischio


CAMPANIA – Cambiano ancora i colori delle Regioni. La penisola sta diventando sempre più gialla, ad eccezione della Valle D’Aosta che sarà in arancione. Infatti anche la Campania, pare, per un’altra settimana resterà in arancione.

Oggi si riunirà la cabina di regia  per analizzare i dati e sancire con ogni probabilità il passaggio nella fascia di rischio gialla Sicilia e Sardegna. In altre parole da lunedì 17 maggio, a meno di novità dell’ultima ora, solo la Valle d’Aosta resterà arancione. Niente da fare invece per le regioni che speravano di passare in fascia bianca grazie ad una incidenza settimanale dei contagi sotto quota 50 ogni 100mila abitanti. È il caso di Molise, Sardegna e Friuli Venezia Giulia, ma prima che il passaggio possa concretizzarsi c’è bisogno di trascorrere almeno 3 settimane in fascia gialla.

In ogni caso, come annunciato anche dal ministro della Salute Roberto Speranza, l’aggiornamento dei parametri non dovrebbe tardare. Va però verso una parziale bocciatura la proposta delle Regioni che avrebbero voluto l’eliminazione completa dei colori per il passaggio ad un sistema di fasce di rischio. Se è vero però che la colorazione resta, lo è anche che ne cambiano le modalità.

La nuova divisione in fasce (nonostante i timori di governatori e ministri perché potrebbe spaventare i turisti) terrà conto di livelli di rischio legati a incidenza e terrà conto maggiormente dei tassi di occupazione dei posti letto. A quel punto la zona rossa scatterebbe con oltre 250 casi Covid su 100mila abitanti, arancione tra i 150 e i 250 casi, gialla tra i 50 e 150 casi, bianca sotto i 50 casi. Ma il passaggio in zona rossa avverrebbe anche se il livello di occupazione di area medica ospedaliera e area intensiva arrivasse rispettivamente al 40% e al 30%, come è attualmente. Una semplificazione in pratica, che sarà comunque legata all’effettuazione di un numero minimo di tamponi per evitare che in estate si smetta di tracciare il contagio.