Arzano, scioglimento per camorra: depositato ricorso al Consiglio di Stato

Arzano, scioglimento per camorra: depositato ricorso al Consiglio di Stato

A quanto trapela ancora una volta al centro del ricorso vi sarebbero alcuni giornalisti che si sono occupati proprio di alcune inchieste di denuncia sui rapporti tra camorra e politica


ARZANO – Dopo la sconfitta incassata dinanzi al Tar del Lazio, l’ex sindaca Fiorella Esposito unitamente agli ex assessori e consiglieri Pasquale D’Alisa, Anna Errichiello, Osvaldo Barba, Gabriele Gesso, Giuseppina Piglia, Ciriaco Tino, Luca Sebastiano Basile, Raffaella Caiazza e Angelo Gesso: hanno avanzato ricorso al Consiglio di Stato con la speranza che si lo stesso tribunale adito possa ribaltare la sentenza schiacciante di primo grado. Sostituiti anche gli avvocati Orazio Abbamonte e Ezio Maria Zuppardi, con il legale Domenico Antonio Siniscalchi di Salerno.

Nella circa 22 pagine, gli ex amministratori colpiti da provvedimento di scioglimento per condizionamenti camorristici, ricorrendo contro la Prefettura di Napoli e il Ministero dell’Interno, tenteranno di far passare le loro tesi difensive per cercare di scardinare il DPR firmato in calce dal Ministro dell’Interno e dal Presidente della Repubblica.

Un tentativo che si prospetta tutto in salita, visto che le argomentazioni seppur in modo tecnico ripercorrerebbero quelle già depositate al Tar. A quanto trapela ancora una volta al centro del ricorso vi sarebbero alcuni giornalisti che si sono occupati proprio di alcune inchieste di denuncia sui rapporti tra camorra e politica, e dipendenti comunali che hanno collaborato con lo Stato durante i lavori della commissione d’Accesso Antimafia.

Nelle memorie si farebbe anche riferimento alla sentenza della Cassazione sull’incandidabilità che secondo i ricorrenti avrebbe smontato nel merito anche le accuse di condizionamento. Sentenza della Cassazione invece, che unitamente a quella della Corte di Appello avrebbe semplicemente certificato la nullità del ricorso della Prefettura e dell’Avvocatura in quanto tardivamente proposto.

Anche su alcuni punti, il ricorso sarebbe incentrato più sulle vicende personali e amministrative degli ex amministratori che sulle motivazioni che hanno invece accertato il condizionamento. Insomma, le elezioni si avvicinano e gli ex amministratori potrebbero voler usare la formula “innocenti” fino a sentenza definitiva. Ora gli uffici Antimafia del Ministero e della Prefettura starebbero analizzando l’atto.