Denise Pipitone, Piera Maggio diffida Quarto Grado: “Non parlate più di mia figlia”

Denise Pipitone, Piera Maggio diffida Quarto Grado: “Non parlate più di mia figlia”

“Ci si riserva di querelare il programma e gli autori che consentono questo scempio delle vittime di un reato”


MAZZARA DEL VALLO – Il caso di Denise Pipitone, riapertosi qualche tempo fa a seguito di una segnalazione da una ragazza russa, incredibilmente somigliante a Denise, che poi si rivelò non essere lei, è uno dei casi irrisolti che oggi suscitano più l’interesse a livello nazionale. Ma continuare a parlare della piccola rapita a Mazzara del Vallo, in Sicilia, nel 2004, pur non avendo prove certe, non è per tutti un bene. E’ il caso di Piera Maggio, la mamma di Denise, che ha deciso di diffidare il programma televisivo “Quarto Grado” affinché non parli più di sua figlia.

E non è finita qui, perchè il prossimo passo potrebbe essere la querela. Piera Maggio lo annuncia senza giri di parole. «Ci si riserva di querelare il programma e gli autori che consentono questo scempio delle vittime di un reato», dice riferendosi a Quarto Grado. Il programma di Gianluigi Nuzzi, infatti, da settimane è tornato ad occuparsi della scomparsa della bambina oggi ventenne e già nei giorni scorsi mamma Piera non aveva lesinato critiche alla trasmissione, parlando di «uno squallore vergognoso».

In un messaggio WhatsApp inviato al conduttore e poi reso pubblico sui social aveva scritto: «Signor Nuzzi, ma a lei pare onesto il comportamento schifoso usato nei miei confronti dal suo collega Abbate? E lei che lo fa parlare con tutta tranquillità. Ma come vi sentite a far denigrare una madre a cui le è stata rapita una bambina, cercando di giustificare la violenza. Ma cosa ne sapete di me, ma come vi permettete a giudicarmi e a farmi giudicare pubblicamente senza sapere».

«Si diffida il programma Quarto grado a non trattare più il caso di mia figlia – aveva annunciato la signora Maggio -, né a citare il mio nome o quello di mia figlia a causa delle continue, reiterate frasi offensive nei miei confronti affermate con veemenza inopportuna, senza contegno, da parte di Carmelo Abbate e senza nessuna presa di distanza da parte di Nuzzi, dimostrando, al contrario, un plateale atteggiamento di parte e non certamente garantista. Ci si riserva di querelare il programma e gli autori che consentono questo scempio delle vittime di un reato».