Detenuti pestati dopo la rivolta: scatta il blitz contro gli agenti della Penitenziaria

Detenuti pestati dopo la rivolta: scatta il blitz contro gli agenti della Penitenziaria

Diverse misure cautelari eseguite dopo i fatti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere del 6 aprile 2020


SANTA MARIA CAPUA VETERE – È in corso in questi minuti un’operazione di polizia giudiziaria da parte dei carabinieri nel Casertano.

Si tratta dell’esecuzione di misure cautelari emesse dal GIP del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria, in relazione agli eventi occorsi presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere il 6 aprile 2020.

In quella circostanza ben 44 agenti della Polizia penitenziaria, in servizio nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, erano stati indagati dalla Procura con l’ipotesi di tortura, violenza privata e abuso di autorità in relazione alla rivolta che si verificò nel penitenziario.

Tra gli indagati era comparso anche il nome del comandante, Gaetano Manganelli.

La protesta partì quando nel reparto Nilo si diffuse la notizia di un detenuto, addetti alla distribuzione della spesa, contagiato dal Covid. Fu allora che in 150 di loro si barricarono in una delle sezioni chiedendo la distribuzione di igienizzanti, maschere e guanti.

La reazione da parte degli agenti della polizia penitenziaria, come raccontato da diversi detenuti, fu veemente: alcuni parlarono anche di un pestaggio vendicativo nei loro confronti.