Dramma Eriksen, parla il medico della Nazionale danese: “È rimasto aggrappato alla vita”

Dramma Eriksen, parla il medico della Nazionale danese: “È rimasto aggrappato alla vita”

L’aiuto dei compagni e lo straordinario lavoro dei medici in quei 10 minuti che hanno tenuto il mondo col fiato sospeso


COPENAGHEN – L’aiuto del suo capitano, poi il lavoro straordinario dei medici. Il peggio sembra essere passato per Christian Eriksen, vittima di un arresto cardiaco durante la gara della sua Danimarca con la Finlandia.

Una gara come tante altre poi, d’improvviso, quei 10 minuti interminabili. Nella mente di tutti il ricordo di Marc Vivien Foè, Antonio Puerta, Pier Mario Morosini. Calciatori, ma prima di tutto ragazzi, che hanno perso la vita su quel terreno verde che tanto amavano.

Christian ce l’ha fatta, grazie a sé stesso, grazie a chi ha fatto la scelta giusta in quei momenti drammatici. Mentre era a terra, esanime, tutto il mondo, calcistico e non, non poteva far altro che pregare.

Prima, però, c’è l’immagine del capitano, Simon Kjaer, che si rende subito conto della gravità della situazione. Che corre verso di lui, che evita che la lingua possa impedirgli di respirare, che gli pratica il primo massaggio cardiaco e che infine, dopo l’arrivo degli operatori sanitari, chiede ai suoi compagni di disporsi attorno a Christian per evitare che tutto quello che stava accadendo diventasse uno spettacolo mediatico.

Poi il defibrillatore, i compagni in lacrime, la moglie, a pochi passi da lui, disperata. Il medico della Nazionale danese, Morten Boesen ricorda ogni attimo di quanto accaduto.

“Siamo stati chiamati in campo appena Christian è caduto – ha detto  -non lo vedevo, ma era abbastanza chiaro che avesse perso conoscenza. Quando siamo arrivati da lui era su un fianco: respirava e gli ho sentito il polso. Ma all’improvviso non c’era più battito e abbiamo cominciato il massaggio cardiaco.

L’aiuto è arrivato veramente, veramente in fretta dallo staff medico e con la loro collaborazione siamo riusciti a fare quello che dovevamo fare. Abbiamo cominciato a intervenire per tenerlo in vita. Per fortuna lui si è aggrappato alla vita”.

Quelle immagini resteranno impresse nella mente di tutti. Come quel pugno stretto di Christian che non ha mai mollato.