Focolaio di variante Delta a Sydney: la città torna in lockdown per due settimane

Focolaio di variante Delta a Sydney: la città torna in lockdown per due settimane

Nel Paese questa settimana oltre 80 persone sono risultate positive, tutte legate a un autista che ha portato gli equipaggi delle compagnie aeree dall’aeroporto di Sydney agli hotel di quarantena


DAL MONDO – Le autorità australiane hanno imposto il lockdown per tutta Sydney, di fronte a un focolaio di nuovi casi di coronavirus causati dalla variante più contagiosa Delta. Dopo aver decretato venerdì le restrizioni di quattro distretti del centro della città, le autorità di Sydney hanno deciso ora di estendere per due settimane il provvedimento a tutta la metropoli più grande d’Australia (con oltre cinque milioni di abitanti). Nel Paese questa settimana oltre 80 persone sono risultate positive, tutte legate a un autista che ha portato gli equipaggi delle compagnie aeree dall’aeroporto di Sydney agli hotel di quarantena.

La Nuova Zelanda sospende la ‘bolla di viaggio’ in Australia per la nuova ondata di Covid nel paese. Lo hanno reso noto il governo neozelandese. Dal 19 aprile scorso i viaggiatori provenienti dall’Australia potevano visitare la Nuova Zelanda senza doversi sottoporre a un periodo di quarantena.

Continua a preoccupare la situazione sanitaria in Tunisia, dove anche il premier Hichem Mechichi – nonostante abbia ricevuto due dosi di vaccino anti Covid- è risultato positivo ad uno test di routine. Mechichi, ha annunciato la presidenza, lavorerà da casa. Secondo il settimanale Leaders, tra l’altro, il premier aveva in programma una visita in Italia ai primi di luglio. Secondo i dati forniti dal ministero della Sanità, il 24 giugno sono stati 3.467 i nuovi casi confermati su 9.898 test effettuati e 83 i decessi, con un tasso di positività del 35,03%.

Il Bangladesh imporrà un nuovo rigido lockdown da lunedì prossimo in seguito ad un “pericoloso ed allarmante” aumento dei casi di coronavirus legati alla variante Delta: lo ha reso noto il portavoce del ministero della Sanità, Robed Amin.

Il governo argentino ha prorogato fino al 9 luglio lo stato di emergenza sanitaria vigente nel Paese a causa della pandemia da coronavirus, ed ha inoltre ridotto a 600 il numero massimo di argentini o stranieri con residenza in Argentina che possono entrare ogni giorno, mentre comunque le frontiere restano chiuse al turismo almeno per altri quindici giorni.