Il piccolo Diego muore in ospedale a soli due anni: la Procura apre un’inchiesta

Il piccolo Diego muore in ospedale a soli due anni: la Procura apre un’inchiesta

I medici hanno avanzato numerose ipotesi sul suo decesso ma, ad oggi, non c’è certezza. Il piccolo non aveva patologie pregresse


CESENA/BOLOGNA – Per i genitori il piccolo Diego Georgiev, due anni ancora da compiere, poteva essere salvato e si sono perse ore preziose, all’ospedale di Cesena, prima di decidere per il trasferimento a Bologna. Dove è morto il 18 giugno. Per questo mamma e papà di Gambettola (Forlì-Cesena) hanno presentato denuncia e la Procura di Bologna ha aperto un fascicolo sul caso. Per chiedere l’autopsia e che venga fatta chiarezza e vengano appurate eventuali responsabilità.
Le ipotesi

Diego era il primogenito di una giovane coppia di origine bulgara ma da una vita in Italia, Angel e Vania, rispettivamente 35 e 31 anni, da tempo cittadini italiani. Il loro bambino, dal sorriso contagioso, era nato a Cesena. Avrebbe compiuto due anni il prossimo 24 luglio. I medici hanno avanzato numerose ipotesi, una forma di meningite, un virus raro, una miocardite, persino il Covid, per tentare di motivare ai genitori la perdita del loro unico figlio. Una risposta certa ad oggi non c’è. La famiglia non riesce a capacitarsi del perché dall’ospedale Bufalini di Cesena, dove Diego era stato inizialmente ricoverato, pur avendo compreso l’estrema gravità della situazione, abbiano lasciato passare tempo prezioso prima di attuare quello che avevano stabilito già da diverse ore, ossia il trasferimento nel più attrezzato presidio di Sant’Orsola a Bologna. Per questo, per fare piena luce sui fatti, mamma e papà hanno deciso di affidarsi a Studio3A-Valore S.p.A. e lunedì hanno presentato denuncia ai carabinieri di Cesena chiedendo alla procura di disporre un’autopsia “terza”, nominando un suo consulente medico legale, per accertare le cause del decesso ed eventuali responsabilità dei sanitari, in luogo del riscontro diagnostico programmato martedì su iniziativa dell’azienda sanitaria felsinea.
Un bimbo sano

Il piccolo non aveva mai sofferto di alcuna patologia e anche la lieve alterazione manifestatasi lunedì 14 giugno sembrava una febbricola di passaggio: la mamma gli aveva somministrato la Tachipirina, la temperatura era scesa e il giorno dopo il bimbo era già sfebbrato. Ma mercoledì la febbre torna a salire, Diego comincia a tremare e allora i genitori lo portano dalla sua pediatra, che gli riscontra delle placche prescrivendogli del Nurofen. Ma nel pomeriggio la temperatura continua a salire, oltre i 38 gradi, il piccino inizia anche a vomitare, di qui la decisione di mamma e papà di condurlo al pronto soccorso del Bufalini e quindi in pediatria, dove, nonostante la somministrazione di un farmaco antiemetico, le crisi di vomito non cessano, tanto che si rende necessaria una flebo per reintegrare i liquidi.
Febbrone ad intermittenza

Giovedì mattina il bambino sta un po’ meglio, il peggio pare passato, mangia anche qualcosa, ma quello stesso pomeriggio la situazione precipita: la febbre schizza sopra i 39, la Tachipirina non sortisce più alcun effetto, suda e non risponde più agli stimoli: la pressione è alle stelle. Allarmata, in serata la pediatra di turno mobilita anche colleghi di altri reparti per un consulto urgente, in particolare della Cardiologia, perché sembra che i problemi siano legati al cuore, che fa fatica a “pompare”, e si paventano possibili danni cerebrali. Il piccolo paziente, prima di essere trasportato in Terapia Intensiva, viene visto anche e soprattutto dal primario di Pediatria ed è proprio proprio lui, alle 2 della notte, a informare i genitori, in spasmodica attesa nella saletta dell’ospedale, che la situazione è grave e che alle 7 del mattino (di venerdì 18 giugno) il loro figlioletto sarà trasferito al Sant’Orsola di Bologna. Ma passano le 7, le 8, le 9, le 10 e le 11 e il piccolo non parte: mamma e papà non riescono a capire cosa stiano aspettando i medici cesenati. Finalmente, attorno alle 11.30, l’ambulanza con il piccolo si muove alla volta di Bologna: neanche il tempo di mettere piede al Sant’Orsola che il bambino collassa e viene ripreso per i capelli dai medici che lo stanno aspettando e che spiegano subito ai genitori che le sue condizioni sono critiche e che il loro figlioletto versa in grave pericolo di vita.
Tragico epilogo

I sanitari decidono di sottoporlo a un delicato intervento al cuore programmato per quella sera stessa, ma Diego in sala operatoria non ci arriverà: muore alle 19.30. Alla notizia ai genitori crolla il mondo addosso e iniziano a insorgere in loro dubbi e interrogativi sulla gestione del “Bufalini”. Per i quali cercano risposte, tanto che si sono dunque affidati a Studio3A-Valore S.p.A. e presentato un esposto diretto alla magistratura. «A Bologna ci hanno detto che, se solo Diego fosse arrivato con un po’ più di forza, se solo avessero avuto un po’ di tempo in più, forse sarebbero riusciti a salvarlo – spiega mamma Vania, distrutta dal dolore – Chiediamo di capire di cosa è morto nostro figlio, al Bufalini i medici brancolavano nel buio, e soprattutto perché non l’hanno condotto subito al Sant’Orsola. E’ stata una negligenza? Diversamente, sarebbe ancora vivo?». Domande impellenti che chiedono risposte.
 

Indagine in Procura

In tarda mattinata l’ultimo colpo di scena. Un’inchiesta è stata aperta e l’autopsia già disposta, come chiesto dai genitori. Sulla scrivania del pm di Bologna Marco Forte c’è un fascicolo per omicidio colposo, al momento nei confronti di ignoti, per la morte del piccolo Diego Georgiev, mancato il 18 giugno all’ospedale Sant’Orsola per cause e in circostanze tutte da chiarire. Il pm quindi, ricevuta la denuncia di mamma e papà, assistiti da Studio3A – “rilevato che dalla lettura degli atti emergono fatti che necessitano di approfondimento tecnico al fine di comprendere le ragioni del decesso del bimbo e le eventuali responsabilità penali che dovessero emergere”, per citare il verbale di conferimento dell’incarico -, ha disposto l’esame autoptico, affidato al medico legale dell’Istituto di Medicina Legale di Bologna Guido Pelletti. L’autopsia è fissata per venerdì al Sant’Orsola e sarà presente anche il dottor Pierfrancesco Monaco, medico legale di parte della famiglia messo a disposizione da Studio3A. Lo stesso magistrato ha disposto di acquisire le cartelle cliniche del piccolo paziente, sia quella relativa alla sua breve permanenza al nosocomio bolognese (poche ore), sia quella del precedente ricovero all’ospedale Bufalini di Cesena.

FONTE E FOTO: CORRIERE.IT