La lettera del consigliere comunale: “La camorra mi ha rovinato la vita”

La lettera del consigliere comunale: “La camorra mi ha rovinato la vita”

“Da quando ho pronunciato il mio discorso in aula – ha scritto Emanuele D’Apice – sto vivendo attacchi che hanno reso la mia esistenza un tormento”


CASTELLAMMARE – A Castellammare di Stabia, dopo la nomina a presidente del Consiglio Comunale Emanuele D’Apice, in un discorso rivolto all’assemblea, nomina e ringrazia il padre, Luigi, noto come “Giggino ‘ ministro”, morto un anno fa e che fu condannato in via definitiva per reati di camorra, era ritenuto affiliato al Clan Cesarano, ricevendo applausi. Il caso è stato esaminato dal coordinamento interforze che si è tenuto a Torre Annunziata, per volontà del prefetto Marco Valentini.

A seguito di questa vicenda arriva la lettera di D’Apice, nella quale parla degli effetti della Camorra avuti sulla sua vita: “La camorra ha reso la mia infanzia un inferno. Io rappresento il desiderio di riscossa dal cancro che ancora oggi martorizza la nostra terra. Da quando ho pronunciato il mio discorso in aula – ha scritto Emanuele D’Apice – sto vivendo attacchi che hanno reso la mia esistenza un tormento, insieme a quella delle mie sorelle professioniste impegnate nel sociale. Guardo a mio figlio… Un bambino non dovrebbe mai provare quelle sensazioni, e farò ogni cosa in mio potere e lotterò fino a che avrò fiato in corpo affinché nessun bambino della mia terra martoriata dalla camorra, possa provare sulla propria pelle quello che ho provato io”.

Emanuele D’Apice si definisce “un giovane che ha vissuto sulla propria pelle il male della camorra e lo ha sconfitto con tutta la propria famiglia. Un giovane che dalla periferia di Castellammare con le sole proprie forze è riuscito a raggiungere una carica così importante”.