Melito, estorsioni ai commercianti: Papa, presidente A.I.C.A.S.T., favoriva gli Amato-Pagano

Melito, estorsioni ai commercianti: Papa, presidente A.I.C.A.S.T., favoriva gli Amato-Pagano

La vicenda nell’ambito della più ampia operazione fatta dalla Polizia e Guardia di Finanza ha portato a 31 arresti e sequestri da 25 milioni


NAPOLI/MELITO/MUGNANO/ARZANO/CASERTA – Il comando porovinciale della Guardia di Finanza e la questura di Napoli, coordinati dalla Direzione distrettuale Antimafia,  hanno dato esecuzione, tra le province di Napoli e Caserta, a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 31 soggetti (22 in carcere e 9 agli arresti domiciliari), gravemente indiziati di appartenere o di aver favorito il clan Amato-Pagano.

Le  indagini svolte dagli specialisti del Gico avrebbero portato alla luce l’esistenza di una forma di controllo pressoché totale del territorio melitese da parte del clan, grazie anche alla diretta partecipazione alle attività criminali di Antonio Papa, Presidente dell’Aicast (prima Ascom) di Melito, associazione rappresentativa di plurime categorie commerciali/industriali/artigianali operanti nella città che, proprio in virtù di tale ruolo, era nelle condizioni di favorire il clan attraverso i rapporti con commercianti e imprenditori. Infatti, proprio presso la sede dell’Associazione si sarebbero tenuti dei summit di camorra finalizzati a stabilire le strategie criminali da adottare. La sede dell’Aicast di Melito di Napoli è stata sequestrata. Infatti era considerata il quartier generale di gran parte dei membri del clan e luogo di riunione, di concertazione di deliberazioni criminali e di incontro con le vittime designate delle estorsioni, nonché, tra Campania, Molise ed Emilia-Romagna,18 aziende, 5 delle quali operanti nel settore delle onoranze funebri, 12 tra fabbricati e terreni, 34 autoveicoli, denaro su oltre 300 rapporti finanziari, per un controvalore di circa 25 milioni di euro. Dei soggetti destinatari di misura cautelare tre sono beneficiari di reddito di cittadinanza, mentre ulteriori cinque risultano inseriti in nuclei familiari percettori del beneficio e pertanto verranno segnalati all’Inps per l’adozione dei conseguenti provvedimenti.