Napoli, affiliato al clan Di Lauro gambizzato e lasciato dinanzi all’ospedale: scattano le indagini

Napoli, affiliato al clan Di Lauro gambizzato e lasciato dinanzi all’ospedale: scattano le indagini

L’uomo ha riferito di essere stato avvicinato da alcuni ignoti a Miano e di essere stato ferito senza motivo, ma la versione non convince


NAPOLI – Si chiama Salvatore Di Caprio, classe ’83, la persona che, meno di due ore fa, è stata lasciata dinanzi al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni Bosco con ferite d’arma da fuoco agli arti inferiori. L’uomo, ai suoi soccorritori, ha riferito di essere stato avvicinato da alcuni ignoti mentre si trovava a Miano e di essere stato ferito senza apparente motivo. Quindi sarebbe stato trasportato in sella a uno scooter fino all’ospedale e ‘scaricato’ appena in vista dell’ingresso dal suo accompagnatore, anche lui sconosciuto e che si è immediatamente dileguato.

Trasferito all’ospedale del Mare, le sue condizioni, secondo l’ultimo bollettino, sarebbero tali da non far temere per la sua vita. Nel frattempo, sono iniziate le indagini per ricostruire l’accaduto da parte degli uomini della Squadra Mobile di Napoli. Particolare attenzione è stata posta dagli investigatori al racconto fornito dalla vittima e giudicato piuttosto lacunoso.

Di Caprio, infatti, non ha fornito né il nome della via dove sarebbe stato colpito né altri elementi utili per arrivare all’identificazione di chi gli ha sparato. Non solo. La vittima è ritenuta vicina agli ambienti della criminalità organizzata di Secondigliano. Nel 2013, infatti, fu arrestato nell’ambito dell’operazione ‘Beluga’, il maxiblitz che portò alla cattura di oltre 100 appartenenti alla cosca Di Lauro del Rione dei Fiori.

Fonte: Il Mattino